Il treno nei libri: Sapiens

Mentre mi godo la mia ultima settimana di vacanza, medito sulla poca voglia che ho di riprendere il treno a settembre. Ho procrastinato per mesi e le norme anti Covid non mi invogliano certo a salire su un convoglio, né tantomeno l’inevitabile assembramento. Ma questo blog langue e se non viaggio non scrivo. Mi deciderò prima o poi. Intanto vi lascio un breve stralcio che così, da solo, può apparire nozionistico, ma fa parte di una teoria ben più ampia. Niente spoiler, ma caldeggio vivamente la lettura di questo saggio divulgativo per me notevole.

Yuval Noah Harari. Sapiens. Da animali a dèi. Breve storia dell’umanità. Bompiani, 2019.

La prima ferrovia commerciale del mondo venne aperta al pubblico nel 1830, in Inghilterra. Nel 1850 le nazioni occidentali erano attraversate da quasi 40.000 chilometri di strade ferrate; ma nell’intera Asia, Africa e America Latina c’erano soltanto 4000 chilometri di binari. Nel 1880 l’Occidente vantava oltre 350.000 chilometri di strade ferrate, mentre nel resto del mondo ce n’erano soltanto 35.000 (la maggior parte delle quali era stata costruita in India dai britannici).

La prima ferrovia in Cina fu inaugurata solo nel 1876. Era lunga 25 chilometri ed era stata costruita dagli europei. Il governo cinese la distrusse l’anno seguente. Nel 1880 l’impero cinese non aveva messo in funzione una singola linea ferroviaria. La prima ferrovia in Persia fu costruita nel 1888, e collegava Teheran con un luogo sacro della religione mussulmana situato una decina di chilometri più a sud. Fu realizzata è gestita da una società belga. Nel 1950 la rete ferroviaria della Persia ammontava ancora a 2500 miseri chilometri, in un paese che è sette volte più grande della Gran Bretagna.

[pp. 350-351]

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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13 risposte a Il treno nei libri: Sapiens

  1. Marco Carnazzo ha detto:

    Effettivamente l’estratto non dà il giusto valore al libro, che è molto piacevole e in buona parte condivisibile (sebbene deprimente).
    Per quanto riguarda la scrittura che langue… non me ne parlare. Con la fase 2, il telelavoro e i figli a casa non ho più scritto NIENTE 😦 .

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  2. Guido Sperandio ha detto:

    Questo Corona ha sconvolto schemi, paesaggi, abitudini e nazioni, continenti. Appropriato parlare di Homo sapiens, anche se in rapporto al treno.
    Aspetto i tuoi report, almeno quelli alla faccia del Corona.

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  3. Sapiens è un libro straordinario, ma forse ne avevamo già parlato. Sui treni stai tranquilla. Sono vuoti in confronto a ciò a cui siamo abituati.

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  4. stravagaria ha detto:

    A volte le pause possono restituire energia e aprire nuove prospettive… intanto guardo le tue foto su Instagram 😘

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  5. Miss Fletcher ha detto:

    Non conosco questo saggio, sembra però interessante.
    Ti aspettiamo Katia, sia che pendoli in treno o in auto.
    Un abbraccio!

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  6. Tratto d'unione ha detto:

    La California di inizio ‘900 aveva quattro sistemi di tram e altre reti ferroviarie in tutto lo stato, ma a partire dal 1940, con l’aumento delle automobili e delle superstrade, essi sono stati poi tutti rilevati e smontati a favore del servizio di autobus 😦

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