Il treno nei libri: Il treno per Instambul

Graham Greene. Il treno per Instanbul. Sellerio

In treno, per quanto veloce corresse, i passeggeri dovevano per forza riposare. Tra le pareti di vetro era inutile provare emozioni, inutile tentare di svolgere una qualsiasi attività, tranne quella mentale, che poteva essere svolta senza timore di interruzioni. Nel mentre, il mondo si accaniva sul mondo di Eckman e Stein, arrivavano telegrammi, uomini si mettevano a parlare interrompendo il filo dei loro pensieri, donne offrivano cene. Ma nel rimbombare del treno in corsa il rumore era così regolare da equivalere al silenzio, il movimento era così continuo che dopo un po’ di tempo la mente lo accettava come immobilità. Soltanto fuori dal treno era possibile la violenza dell’azione, e per tre giorni il treno avrebbe tenuto al sicuro lui e i suoi progetti: al termine, avrebbe saputo con chiarezza come trattare con Stein e con Eckmam

[p. 38-39]

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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15 risposte a Il treno nei libri: Il treno per Instambul

  1. stravagaria ha detto:

    Ho come la sensazione di averlo letto o di averne sfiorata la lettura… non saprei dire perché non ricordo nulla (cosa non insolita per altro) 😉 come l’hai trovato?

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  2. Martina Ramsauer ha detto:

    Non mi ricordo tanto bene neanch’io, ma I remember that I liked Graham Green in general!

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  3. la nota di folklore è nel titolo, ma secondo me è perché la “mb” è insita nel “DNA dell’accento” degli emiliani :-P, come quando pronunciate il tiMBallo di tortelli 😀 😀 😀

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  4. Guido Sperandio ha detto:

    Scrittura perfetta.

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  5. Guido Sperandio ha detto:

    A proposito, in quanto trenologa sarebbe mica male riportassi un flash di cronaca di quel treno molto particolare chiamato Italicus… per non parlare della stazione di Bologna, 2 agosto 1980….

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