Resilienza pendolare

Al terzo giorno di rinnovato pendolarismo l’accumulo di ritardi al lavoro e di uscite anticipate è già in eccesso. Gli orari degli autobus non coincidono con quelli ferroviari e il treno del ritorno ieri se n’è andato senza di me, e considerando che dopo una giornata di lavoro la sopportazione filosofica degli eventi della vita è al minimo, non ho lesinato in improperi. Complice la lentezza esasperante dei preparativi mattutini della mia prole adolescente, di nuovo il treno mi ha lasciata in stazione e di nuovo timbro in ritardo, con la connivenza del solito autobus. L’unica salvezza è il mio velocipede che giace abbandonato in stazione da due anni. Il lucchetto è integro e anche il telaio non se la cava male, ma il resto è un ricordo, non esiste più, almeno non attaccato alla mia biciletta. Gioco forza se ne cerca un’altra. Resilienza pendolare.

E la nebbia la fa da padrona in una primavera letargica.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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12 risposte a Resilienza pendolare

  1. stravagaria ha detto:

    Dopo due anni stupisce che sia rimasta anche solo l’ossatura… via! Nuova vita, nuova bici! Magari non troppo nuova così non te la disfano subito…

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  2. Basta che non mi passi al monopattino però, ok?

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  3. gaberricci ha detto:

    “Gli orari degli autobus non coincidono con quelli ferroviari”
    Sai che forse potremmo spingerci a dire che gli orari, in generale, non corrispondono agli orari della vita?

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  4. Tratto d'unione ha detto:

    Capisco molto bene la fatica di ritornare alla routine di due anni fa. Vien da chiedersi come facevamo, eravamo più giovani? Io per fortuna ho tante ferie arretrate che prendo un po’ qui e un po’ là, spezzando la settimana e diluendo l’impatto violento…

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