I Binari di Bertino

Fabio Bertino. Binari : racconti di viaggi e si treni sulle ferrovie minori italiane. Youcanprint, 2021.
Quando Fabio Bertino mi ha mandato il suo libro l’aspettativa era quella di un diario di viaggio d’un pendolare. Con piacevole sorpresa mi sono trovata invece a percorrere con lui tratte secondarie delle ferrovie italiane. Itinerari sparsi per tutto lo Stivale che riservano vere sorprese. A parte il museo di Peppone e Don Camillo a Brescello, sulla tratta Parma-Suzzara, che è a due passi da casa e più volte ho visitato, ho scoperto grazie a questo libro altri piccoli gioielli.

A Santa Maria Maggiore, sulla tratta Domodossola-Locarno, c’è il museo degli spazzacamini. Sulla tratta Bologna-Pistoia si scende al “Borgo museo” di Castagno, mentre a Paternò, sulla Circumetnea, si trova la “Casa museo dei cantastorie”. E ancora la statua di Totò a Roccasecca, stazione finale della tratta che inizia ad Avezzano, il vino Est Est Est a Montefiascone sulla Viterbo-Attigliano, o le tracce di Pascoli, Montale, Ariosto nei paesi in cui ferma la Lucca-Aulla Lunigiana.

Paesaggi, luoghi e persone sono raccontati dall’autore, ma anche le difficoltà di muoversi tra stazioni che vedono il passaggio di pochissimi treni al giorno, che spesso distano dal paese, raggiungibile con navette, se puntuali, a piedi o con l’autostop. E poi la storia di ogni tratta ferroviaria, gli anni di nascita, le chiusure-riaperture-deviazioni…

Questo libro invoglia a seguire le tracce di Fabio sui binari, in viaggi che nulla hanno a che fare con quelli del pendolare.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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10 risposte a I Binari di Bertino

  1. Tratto d'unione ha detto:

    Viaggiare sulle ferrovie minori è meraviglioso. Indimenticabile per me il percorso da Cagliari a Sorgono sulle Ferrovie complementari sarde. In particolare il tratto dopo Mandas, quando il trenino si arrampicava su per i monti, in mezzo a vallette deserte con panorami di una bellezza… A un certo punto si fermò nel nulla, ma la nostra preoccupazione scomparve quando ci accorgemmo che la sosta serviva ai macchinisti per riempire alcune taniche alla fonte d’acqua pura che sgorgava di fianco ai binari 🙂

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  2. Stravagaria ha detto:

    Un viaggio fuori dagli schemi per viaggiatori curiosi e senza fretta…

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  3. gaberricci ha detto:

    La tratta di Avezzano l’ho fatta svariate volte, fermandomi sempre prima di Roccasecca (purtroppo)… o almeno, fermandomi prima di Roccasecca nell’età della ragione. Perché, da bambino, da casa mia (che si trova proprio su quella linea) a Roccasecca io un treno l’ho guidato.

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  4. Miss Fletcher ha detto:

    Sei tornata a pendolare! Questo sembra proprio un bel libro, con spunti interessanti e percorsi insoliti, perfetto per la tua rubrica.

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