Il treno nei libri: Un romanzo in vapore

Carlo Collodi. Un romanzo in vapore. Da Firenze a Livorno. Guida storico-umoristica. Aliberti editore, 2002. Ristampa dell’edizione del 1856, pubblicato dalla Tipografia di Giuseppe Mariani.

Opera «senza capo né coda» e di difficile classificazione può davvero definirsi questo bizzarro volumetto, che è considerata allo stesso tempo la prima prova narrativa del futuro autore di Pinocchio. Prima di tutto una guida per il viaggiatore della linea Leopolda (ovvero la Firenze-Livorno), travolto dalle novità di un paesaggio che continuamente e rapidamente cambiava di là dal finestrino del vagone, e anche un po’ impaurito (se è vero che Collodi stesso definiva quello in treno un viaggio «lungo e pericoloso»). A mò di distrazione, Collodi si propone di raccontare al lettore viaggiante le cittadine e paesi che si incontrano lungo la linea, raccogliendo dati storici, geografici, politico-economici e aneddotici.

Ma il libro contiene anche una premessa di interessanti informazioni sullo stato delle strade ferrate italiane «in attività, in costruzione e in progetto» a tutto il 1856. Così come reca una sintetica storia del vapore, esposta in una forma brillante e tipica del Collodi pubblicista. E infine il romanzo, quello annunciato solamente nel titolo. Uno pseudoromanzo, in realtà: un romanzo annunciato e non svolto, un mezzo bluff.

[p. VII-VIII]

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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5 risposte a Il treno nei libri: Un romanzo in vapore

  1. stravagaria ha detto:

    Non sapevo che avesse scritto altro oltre a Pinocchio…

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  2. Pendolante ha detto:

    Per me è stata una piacevolissima sorpresa, anche se francamente il libricino è abbastanza illeggibile. Elenchi di fermate, chilometraggi tra stazioni, storie di viaggiatori caotiche, descrizioni di città, tutto mescolato senza capo né coda. Suppongo però che all’epoca i viaggiatori della Tratta Firenze-Livorno, lo trovassero interessante. Forse.

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