Archivi categoria: Storie di banchina

Cuccetta riservata

È angusta la cuccetta che si è scelto in stazione. Alcuni, per dormire, preferiscono il corridoio, vicino alle colonne, dove si possono stendere le gambe, anche se la luce del mattino passa presto dalle vetrate e tocca poi coprirsi la … Continua a leggere

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L’uomo a righe

L’uomo a righe ha superato l’età della pensione come il suo guardaroba ha superato il concetto di modernità e temperatura, entrambi apparentemente senza alcun turbamento. L’uomo a righe risponde al cellulare con un “Chi è che parla?!” che “pronto” fa … Continua a leggere

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Nidificazione ferroviaria

Sotto la tettoia del secondo binario, tra i cavi elettrici arrotolati, sta nidificando un piccione, forse tortora o colombo. Non ho mai tenuto a mente le differenze. Sarà il verde bucolico del tubo, sarà che la forma circolare è adatta … Continua a leggere

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Ciclo-stazione

Problema parcheggio: risolto. Lega la bici sul binario.

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Il sopravvissuto

Uno sfiato d’aria prolungato e rumoroso mi segue in cima alle scale del sottopassaggio. Sul piano del marciapiede del binario l’ansimo continua in respiri profondi che vanno oltre il normale affanno di chi, non allenato, sale le scale. Una specie … Continua a leggere

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L’uomo che guardava passare i pendolari

Incorniciato della porta aperta sul corridoio della biglietteria, l’uomo se ne sta sul primo binario col suo cappello, il suo cappotto corto troppo caldo, ingobbito leggermente dall’età. Se ne sta a guardare il passare dei treni. Forse un amante di … Continua a leggere

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Il turpiloquio non porta primavera

Ogni parola che gli esce dalla bocca mira a colpire un’ignota “troia reggiana”. Come bestia in gabbia percorre a falcate il marciapiede spaventando più di un pendolare in attesa, imprecando, insultando, alzando il tono della voce senza mai arrivare all’urlo, … Continua a leggere

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In bilico di binario

Al telefono di prima mattina sceglie l’estremo nord del binario per trovare la privacy necessaria. Concentrato sul dialogo telefonico vaga per la banchina guardandosi i piedi o poco oltre. Sempre oltrepassando la linea gialla. Pare se ne faccia un punto … Continua a leggere

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Bianchetto

Stazione di Bologna, 21 circa. Al primo tavolo del bar Scambio l’uomo fissa il suo bicchiere che fu di vino bianco, ma ora non è più. L’inverno fuori non è rigido come dovrebbe, ma la notte da passare è lunga. … Continua a leggere

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Morra

L’attesa del treno del mattino nel freddo invernale copre le teste di cappucci e berretti e peli d’imbottiture sintetiche, più raramente vere. Le due stanno sul binario, una in panchina l’altra in piedi, ma è chiaro che si conoscono ancor … Continua a leggere

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