Ostruzioni

“Lui non si deve permettere!” L’urlo arriva dall’imbocco delle scale del sottopassaggio. Il Frecciarossa fermo sul binario è in attesa del suo capo treno che è chiamato a dirimere un alterco. Gli si rivolge la ragazzina inferocita che indica con un dito un uomo del doppi dei suoi anni. Quello che non si deve permettere ribatte arrogante che la giovane ostruiva il passaggio seduta sulle scale. “Allora te mi chiedi di spostarmi, non mi metti le mani addosso, hai capito?!” L’aggressività della ragazza travalica la ragione per quel gesto eccessivo di spinta il cui autore, normale profilo da padre di famiglia, ha un atteggiamento di supponenza fastidioso, di chi ha agito sicuro di essere nel giusto e soprattutto di non subire nessuna ritorsione. La ragazza, non ancora maggiorenne, non pare però impressionata, non lo degna nemmeno del rispetto di un “lei” continuando ad usare un tu che livella ogni differenza. Anzi, più questo insiste nel sostenere la ragione del volere le scale libere, più lei alza la voce e terminata ogni argomentazione logica passa alla provocazione vera e propria: “tu non dovevi prendere un treno? E allora vai, dai, vai…” L’uomo che si stava allontanando, abbocca, torna suoi suoi passi, punta la ragazza che non indietreggia di un centimetro, ma viene fermato da un collega/amico/viaggiatore che lo convince a proseguire oltre. E più si allontana e più la ragazzina lo invita ad andarsene e la pantomima si ripete un paio di volte, finché l’uomo non sale in carrozza e abbandona lo scontro. Lei si siede di nuovo sulle scale del sottopassaggio.

[foto di repertorio]

Annunci
Pubblicato in Insalubri Pendolanti, Storie di banchina | Contrassegnato , , , , | 20 commenti

Disegno d’Ali

47eb5d65-5d1e-4753-8699-d93f479350e1

Un grazie infinito ad Ali di velluto blu che ha voluto farmi questo bellissimo regalo. Una sua interpretazione di Pendolante.

Pubblicato in Citazioni ferroviarie, Comunicazioni di servizio | Contrassegnato , , , | 27 commenti

Racconto banale … di una sera normale


Ripresento un vecchio post del 31 ottobre 2012. Era un Esercizio Di Scrittura (EDS) su Halloween, ispirato da una foto scattata in stazione…

Le banchine sono deserte, nessun viaggiatore, nessun pendolare, nessun treno.
La luce mattutina filtra gli oggetti in ombre, ma non é mattina, sto tornando a casa, la giornata é finita.
Nell’atrio della stazione il solito movimento di truppe pendolari, il solito caos che mi segue nel sottopassaggio. Poi piú niente.
Me ne accorgo durante l’ascesa verso il binario, solo quando il silenzio si fa rumore e la solitudine reale e inutilmente cerco gli altri, la folla, la gente, i gruppi, anche solo un passante.
Ruoto su me stessa a trecentosessanta gradi. Prima in un senso e poi nell’altro ma il vuoto umano é assoluto […]

continua >>

Pubblicato in Esercizi Di Scrittura, Storie di banchina | Contrassegnato , , , , | 15 commenti

Lettrice biblica

La Bibbia.
Autori vari.
In astuccio con cerniera.
Il lunedì è sempre una giornata di proporzioni bibliche.

Pubblicato in Libri in treno | Contrassegnato , , , | 50 commenti

Il Re dei treni

Immagine | Pubblicato il di | Contrassegnato , , | 28 commenti

Di lupi e papi

[Racconto non pendolare]
Dalla strada il castello di Carpineti appare avvolto in nuvole basse che rendono fiabesco il paesaggio in quell’inversione di prospettiva che vede la realtà specchio del racconto e non viceversa. L’aria di metà mattina è ancora fresca, il sole filtra e illumina senza scaldare. Nel silenzio dei monti un fischiettare intermittente si perde, senza provenienza e direzione. S’interrompe poi riprende e di nuovo tace. Appollaiato sul picco di un “mammellone” l’uomo che fischia ha in mano un libro. Aperto. Legge, ma è un pretesto. Osserva. È venuto dal crinale, dove ha i castagneti, ma nessuno li cura più. Ci sono i marroni anche da raccogliere. Se ne sta sulla sommità delle roccia che sovrasta la strada da un lato e la valle dall’altro. Un logoro zaino vissuto e un lungo bastone da trekking lo vestono dell’abito antico del pellegrino. Il suo piccolo meticcio nero siede a picco sul dirupo, guardando di sotto. Non ha paura lui. Lui è un lupo. Come quelli del libro. Parla di lupi il libro. I lupi del Canada che lì si che sono ancora liberi e selvaggi, mica da noi che nemmeno i cinghiali ci sono più. Lo ha letto più volte il libro, ma ora cammina tanto. Troppo. Non ha più tempo per leggere. Lui e il suo piccolo lupo nero, addomesticato, devono tornare verso il castagneto, che c’è anche la pozza d’acqua da guadare, ma non prima di aver mostrato il segnalibro con la bolla papale, quella di Gregorio VII, la sapete la storia no, la scomunica di Enrico IV che se n’è rimasto in ginocchio davanti al castello per tre giorni che la Contessa di Canossa, la Matilde, ha combinato la cosa e si ecco, quella lì, è la bolla papale, nel suo segnalibro. In mezzo ai lupi del Canada.

Pubblicato in Racconti fuori dal binario | Contrassegnato , , , , | 21 commenti

Viaggiatore con carlino

Come da richiesta di The quiet man nei commenti di ieri, pubblico una viaggiatrice col carlino 🙂

Pubblicato in Fotografia ferroviaria | Contrassegnato , , | 43 commenti

Lettrice col tesoro

Robert Louis Stevenson. L’isola del tesoro. Ediz. illustrata da Roberto Innocenti. Gallucci.

Pubblicato in Libri in treno | Contrassegnato , , , , , | 21 commenti

Pacchi a colazione

Pasta svedese e cappuccino abbandonate sul tavolo del bar della stazione per l’urgenza di aprire un pacco regalo. Quadrato, avvolto in carta chiara con disegni indecifrabili color mattone, la stessa tinta della sua chioma. Niente fiocco, né nel pacco né tra i capelli, ma un berretto a coprirli, in anticipo sulla stagione. Aprire un regalo è un emozione che va oltre la curiosità, significa aver occupato, almeno per il tempo della scelta, il pensiero di qualcuno. Un altro essere umano ha speso per te la moneta più preziosa: il proprio tempo. Certo, potrebbe trattarsi del riciclo dell’ultimo dei regali del Natale scorso, ma facciamo sempre finta che non sia così, ci illudiamo che quell’oggetto sia pensato per noi e per questo più ci assomiglia, più ci pare prezioso. La ragazza scarta il pacco con mani incerte, ma senza strappare la carta. Sorride appena di soddisfazione nello scoprire il contenuto dell’involto, ma non mostra emozioni nel leggere il lungo biglietto verde che lo accompagna. Rari ormai i biglietti nei regali. Come se la gente non avesse più niente da dire, non sapesse spiegare il perché di un dono, non volesse abbandonarsi alla banalità di un “auguri”, oppure temesse di lasciare traccia di sé. Appoggiato il regalo sulla sedia, intascato il bigliettino, la ragazza ripiega in due parti la carta, poi in quattro, otto, sedici… finch’e lo spessore glielo permette, fino ad ottenere un quadratino che infila nella confezione del regalo. Poi azzanna la sua pasta e si annulla nello smartcoso.

Pubblicato in Ritratti | Contrassegnato , , , | 23 commenti

Lettore in rosa

Squilli di trombe! Abbiamo trovato il lettore con La gazzetta dello sport. O meglio, lo ha trovato Ammennicolidipensiero. La sfida era stata lanciata da Guido, che stanco di vedere lettori pendolari con trattati psicoanalitici, classici greci e latini, tomi danteschi, ci aveva sfidato a trovare un lettore del giornale rosa per eccellenza. La ricerca è stata ardua, ma alla fine AdP lo ha scovato e scommetto che ha fatto acrobazie per fotografarlo.

Guido, ha vinto qualche cosa?

Pubblicato in Libri in treno | Contrassegnato , , | 34 commenti