Lettrice con divorare il cielo

Paolo Giordano. Divorare il cielo. Einaudi

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Il treno nei libri: Sacré bleu

Christopher Moore. Sacré bleu. Elliot.

Mi sono imbattuta in questo romanzo per caso, senza conoscerne pressoché nulla, ma certo non pensavo di ritrovarmi nella Parigi degli Impressionisti che ultimamente è un file rouge delle mie letture. Più lo leggo e più mi convinco che l’autore deve aver attinto, per scriverlo, a Renoir, mio padre, di Jean Renoir, di cui avevo presentato un brano qui.

Parigi 1877, Saint-Lazare

“Sono il pittore Monet” annunciò Monet al direttore della stazione. L’usciere, che aveva presentato il biglietto da visita di Monet, restó nei pressi della scrivania del direttore, impietrito in un mezzo inchino al grandioso gentiluomo. Luciene rimase sulla porta sbavare, come gli era stato ordinato, e ad armeggiare a casaccio con i tre cavalletti, la scatola dei colori si Monet e la grande cassa di legno che custodiva le tele ancora umide.

Monet indossava una giacca di velluto e un gilet di seta da cui spuntava la catenella d’oro dell’orologio; ad abbellire le maniche, polsini di pizzo; al collo un fazzoletto nero di seta, fermato da una spilla di perla -un gentiluomo fatto e finito, un dandy, padrone del suo universo. Il bavero era un po’ gonfio, tradiva la mezza baguette nascosta nel cappotto, gli avanzi della colazione che Mamma Lessard gli aveva fatto avere gratis, perché non poteva permettersela.

“Ho deciso di dipingere la vostra stazione” disse Monet “Devo ammettere che ero combattuto tra la Gare du Nord e questa, ma credo che la vostra abbia più carattere, perciò è San Lazare che avrà l’onore”.

[…]

“Desidero dipingere il vapore il fumo, la furia dei motori pronti a partire. Dipingerò la nebbia, capite, catturerò su tela ciò che mai è stato catturato”

Il direttore della stazione e l’usciere annuirono all’unisono ma non fecero una piega, e sembrava che non avessero intenzione di farne, tanto erano strabiliati dal contegno del pittore.

[…]

Ovviamente, se doveva esserci il vapore, bisognava accendere le locomotive. “Porta il motore numero dodici sotto il tetto. Dì ai macchinisti della linea di mettere i motori al massimo”.

“Vorrei vederli sbuffare subito, se posso” disse Monet.

“Digli di sbuffare vapore al mio segnale” ordinò il direttore all’uscire, che corse verso

i binari. A Mone, il direttore disse: “Monsieur il mio suggerimento è quello di far sbuffare vapore a un solo treno per volta. Nelle giornate piovose come oggi, il rischio è di riempire la stazione di una nebbia così densa che non riuscirà a dipingere”.

[pp.174-175]


Queste le parole che nel 1877 Zola dedicò a Monet sul Sémaphore de Marseille:

«Claude Monet è la personalità di maggior spicco del gruppo [impressionista]. Quest’anno ha esposto degli interni di stazione superbi. Puoi sentire il rumore dei treni che riempiono la stazione. Puoi vedere i vapori del fumo che si addensano sotto le enormi vetrate del tetto. Questa è l’arte di oggi. Gli artisti moderni hanno scoperto la poesia delle stazioni ferroviarie, così come i loro padri avevano scoperto il fascino delle foreste e dei fiumi»

(Émile Zola)

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Pendolaria 2018

È uscito ieri Pendolaria 2018, il rapporto di Legambiente sullo stato del trasporto ferroviario in Italia.

Cresce il numero di chi prende treni regionali e metropolitane: 5,6 milioni di persone al giorno. Ovunque si investa, i pendolari del treno aumentano. Ma aumentano le differenze tra le Regioni e le opere necessarie ai pendolari sono senza risorse. Secondo Legambiente nel 2019 si rischia un taglio del servizio.

C’è un’Italia in movimento, che aspetta il treno. Il trasporto ferroviario è un po’ lo specchio del Paese e delle sue contraddizioni, con segnali di straordinaria innovazione e regioni dove, invece, il degrado del servizio costringe centinaia di migliaia di persone a rinunciare a prendere il treno per spostarsi.

Il numero dei passeggeri aumenta, toccando quota 5,59 milioni e segnando un nuovo record rispetto al 2012 (+7,9% in 4 anni). Ma il paradosso c’è: diminuiscono i chilometri di linee disponibili e la crescita nasconde differenze rilevanti nell’andamento tra le diverse Regioni e tra i diversi gestori. In alcune parti del Paese la situazione è migliorata, mentre in altre è peggiorata e si è ampliata la differenza nelle condizioni di servizio. Tra Firenze e Bologna, per esempio, l’offerta di treni non ha paragoni al mondo, con 162 treni che sfrecciano a 300 km/h nei due sensi di marcia ogni giorno. Altrove viaggiano vecchie carrozze diesel e sulla Roma-Lido di Ostia e la Circumvesuviana quasi sessanta mila persone che non prendono più il treno per via dei tagli e del degrado del servizio.

Il trasporto ferroviario soffre della riduzione dei finanziamenti statali, con una diminuzione delle risorse nazionali stanziate tra il 2009 e il 2018 pari a -20,4%, (che potrebbe diventare del 26,2% se confermato un taglio ulteriore di 300 milioni) mentre i passeggeri crescevano del 6,8%.

L’Italia, insomma, è spaccata a metà, con 9 Regioni e le due Province autonome in cui i passeggeri sono aumentati e 10 in cui sono diminuiti o rimasti invariati. Cresce il numero di persone che prende il treno al nord – come in Lombardia (750mila), è triplicato dal 2001 in Alto Adige, raddoppiato in Emilia-Romagna, cresciuto di 60mila in Puglia. Analoghi i successi della metropolitana a Milano. Molto diversa la situazione del Piemonte dove a causa delle linee soppresse i passeggeri sono calati del 4,4% mentre è drammatica in particolare la situazione in Sicilia, dove si è passati da 50.300 a 37.600

Una buona notizia per i pendolari viene dai nuovi treni sulla rete. I convogli in servizio nelle Regioni ogni giorno sono in tutto 3.056, gestiti dai diversi concessionari (Trenitalia, Trenord, CTI, Atac, etc.). L’età dei treni viene spesso indicata dagli utenti come uno dei problemi principali. Ma la riduzione dell’età media dei treni è avvenuta soprattutto al nord e al centro; al sud l’età media dei convogli è di 19,2 anni ed è urgente intervenire. Gli investimenti di Trenitalia con la gara per 500 nuovi treni sta cambiando la situazione in molte Regioni e inciderà anche al sud nei prossimi anni. A questi si aggiungono quelli delle Regioni, che hanno consentito complessivamente di far entrare in esercizio oltre 410 treni nuovi. Inoltre, gli investimenti decisi nella scorsa legislatura stanno permettendo nel quadriennio 2017-2020, l’entrata in circolazione di 210 nuovi treni. Occorre ricordare che è la prima volta che lo Stato italiano investe per comprare treni regionali.

Fonte (per chi vuole saperne di più): Legambiente

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Lettori AdP

Ammennicolidipensiero ci presenta il piccolo circolo di lettori pendolari della sua tratta Trenord

James Rollins, La corona del diavolo. Nord

Jefery Deaver, Il taglio di Dio. Rizzoli

Andrea Frediani, La spia dei borghi. Newton Compton

Maze Runner, La Rivelazioni. Fanucci editore

A cui si aggiunge il suo libro (ormai terminato suppongo visto il mio ritardo nella pubblicazione):

Penny Le Couteur,Jay Burreson. I bottoni di Napoleone. Come 17 molecole hanno cambiato la storia. TEA

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Cestinata

Scendo alla stazione d’arrivo come tutti i giorni. Imbocco il sottopassaggio, risalgo, esco sul piazzale: niente, non c’è niente! Dove di solito c’è posteggiata la mia bici col cestino (che riconosco grazie al cestino): il nulla, vuoto, desto. O meglio, la bici c’è, ma senza il cestino e il portapacchi e la ruota anteriore oscilla, svitata, da tutte le parti.
Ho pensato: “Ma chi? ma come? ma chi cazzo!”
M’hanno fregato il mio cestino!!!
Cornuto!
Sappi che quello è il mio cestino. Tu puoi nasconderlo, puoi riverniciarlo, puoi raschiare il telaio, puoi venderlo e tenerlo, puoi truccarlo, puoi lavarlo, puoi farci ciò che vuoi, ma resta sempre il mio cestino e a ricordartelo saranno le mie maledizioni…

I fans di Antonio Albanese avranno forse riconosciuto la versione modificata dell’inizio de La maledizione del motorino di Alex Drastico. Vorrei dedicarla di cuore a chi stamattina mi ha fregato il cestino della bicicletta. Certo, è vero, ultimamente traballava un po’, anzi, diciamo pure che ogni mattina dovevo raccoglierlo da terra con tutto il telaio del portapacchi e lo legavo alla bell’e meglio al manubrio, ma era pur sempre il mio cestino. Sospetto che sia andato ad ingrossare il magazzino del figlio di Frankenstein junior. I più affezionati ricorderanno che anni fa fui manopolata, ovvero derubata per ben due volta, a distanza di un mese l’uno dall’altro, delle manopole del mio velocipede. Sospetto che il malvagio creatore di biciclette patchwork sia tornato (sempre che se ne sia mai andato). A lui giro volentieri gli “auguri” che buon Alex riservava al ladro del suo motorino.

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Strani incontri

Si fanno strani incontri in treno, inaspettati. A volte con sé stessi. Uno sguardo fuori dal finestrino a mirare il paesaggio e le luci artificiali del vagone ti rimandano il riflesso di te stessa nel primo mattino. Due occhi assonati, a volte cerchiati di ombre reali o giochi di luce, ti fissano sorpresi. “Oh guarda, anche tu qui?” Un attimo di imbarazzo, distogli lo sguardo, ma con un po’ di coraggio torni a guardare quella strana creatura che ti assomiglia. Hai i tuoi capelli, i tuoi tratti, ci riconosci persino tua madre, ma la ricordavi diversa. Sarà quell’inclemente luce artificiosa da treno, sarà la sorpresa di vederla lì, ma è come una riunione di compagni di classe delle medie che vedi dopo trent’anni. Li riconosci, certo, eppure non sono più gli stessi. Non è tanto che sono invecchiati, o hanno messo su chili, anzi, magari qualcuno ci ha pure guadagnato in fascino, ma è constatare come le aspettative di allora non siano state rispettate, nel bene o nel male, come la vita prenda binari diversi da quelli di partenza, a volte scarti improvvisamente o si fermi per troppo tempo a un passaggio a livello. Quel riflesso nel vetro ti guarda e ti fa domande, ma un treno di pendolari non è luogo che ispiri risposte, soprattutto alle 7 del mattino. Allora fai spallucce, saluti te stessa nel riflesso e riapri il libro per perderti nelle vite di altri.

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Lettrice con una mente sempre giovane

Henry Emmons, David Alter. Una mente sempre giovane. Nove chiavi per ritornare vitali, brillanti, acuti e concentrati. Feltrinelli.

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“Binari” arriva a Pordenone

Giovedì 24 gennaio, alle ore 20.45, il regista Diego Cenetiempo e lo sceneggiatore Paolo Fedrigo presentano al pubblico di CINEMAZERO di Pordenone, sala Pasolini, BINARI, il documentario che, intrecciando 3 storie, rappresenta un vero microcosmo della società in cui viviamo. Una di queste è la mia. Se siete di o da quelle parti vi invito a vederlo.

Tre storie personali che rappresentano quello che è ed è stato il treno.
Un mondo fatto di suoni, rumori, persone.

Il docu-film Binari è un progetto dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Friuli Venezia Giulia – LaREA Laboratorio Regionale di Educazione Ambientale, prodotto da La Cappella Underground in collaborazione con Pilgrim Film e A_Lab.

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Far West pendolare

Come pistola nella sua fondina se ne sta la banana nelle tasca laterale dello zaino. Spunta l’impugnatura del frutto tropicale, pronto ad essere ghermito al primo cenno di pericolo, o di fame. Minacciosa nel suo mostrarsi la banana è avvertimento per i viaggiatori inopportuni. Ci vuole niente per farli scivolare nell’errore o sulla buccia: un approccio sbagliato, un bagaglio invadente, un cellulare che trilla… Dorme in apparenza la pendolare, ma si sa che sui treni bestiame l’occhio chiuso inganna e sotto il cappello si vigila per sopravvivere al Far West ferroviario e la banana è monito per chi lo avesse dimenticato.

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Lettore sul Nilo

Agata Christie. Poirot sul Nilo. Editore sconosciuto

Uno scatto rubato in salita. Ho schivato il vagone perché senza riscaldamento e senza porta. Non ho letto il titolo del libro, ma considerando l’immagine di copertina e il nome dell’autrice, non può che essere Poirot sul Nilo. Il lettore è conosciuto e spesso legge in lingua originale quindi non escludo si tratti di un’edizione inglese.

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