Lettore col potenziale

Maria Montessori. Come educare il potenziale umano. Garzanti.

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Nuche da stazione 2

 

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Gioielli preziosi

Se ne sta tutto il viaggio proteggendo ciò che sembra avere di più caro al mondo: il suo smartcoso. Non si limita a reggerlo, ma lo cela a occhi indiscreti, a mani furtive, forse ai raggi B che balenano nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. Si assopisce, ma non molla la presa. La testa gli cade sul petto nel sonno, “È tempo di morire”, ma non avrete mai il mio cellulare.

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Gioielli preziosi

Se ne sta tutto il viaggio proteggendo ciò che sembra avere di più caro al mondo: il suo smartcoso. Non si limita a reggerlo, ma lo cela a occhi indiscreti, a mani furtive, forse ai raggi B che balenano nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. Si assopisce, ma non molla la presa. La testa gli cade sul petto nel sonno, “È tempo di morire”, ma non avrete mai il mio cellulare.

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Lettore con convivialità

Ivan Illich. La convivialità. Red edizioni

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Saluto all’estate

Grida sempre. Ancora lui. La rabbia che sprigiona più che timore mette angoscia. Quel perenne stato di astio vomitato in urla sconnesse che maledicono Riccione, un fantomatico Raf, il mondo, la vita. Isolato al limite del binario urla, si siede, si spoglia, si riveste. Il capo treno mi dice di conoscerlo da tempo, che a volte in treno gli tocca la spalla e gli chiede di calmarsi. Lui lo fa. Forse gli basta quel contatto umano per calmare in ultimo tutto il su furore, ma implacabile riemerge ogni giorno.

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“Binari” – voice off8 – The … and… oggi la proiezione

La ricerca della bicicletta parcheggiata in una delle tante rastrelliere sul piazzale della stazione è operazione che richiede sempre un paio di minuti. Orientarsi tra manubri, sellini, cestini, biciclette integre o monconi abbandonati, avanzi di furti più o meno recenti, non è cosa facile, e il sole di agosto è già inclemente alle 8 del mattino. Gli altri pendolari-ciclisti se ne vanno alla spicciolata ognuno con il proprio mezzo, lasciandosi alle spalle chi ancora si attarda aprendo lucchetti, districando pedali accavallati o parafanghi incastrati. Giro la chiave del mio lucchetto e finalmente, tolta la bici dalla rastrelliera, monto in sella e pedalando verso il lavoro do le spalle alla stazione per l’ultima volta prima delle ferie estive.

Invito binari

“Binari” è un progetto di ARPA del Friuli Venezia Giulia – LaREA. Produzione: La Cappella Underground Sceneggiatura: Paolo Fedrigo, Diego Cenetiempo

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“Binari” – voice off7

Voice off di Katia Mazzoni di un episodio del Docu-Film “Binari” (2018) di Diego Cenetiempo. Foto di backstage di Filippo Maria Fabbri

Il bar della Stazione è un via vai di pendolari pre e post viaggio, ferrovieri, lavoranti e abitanti a vario titolo di questo non luogo, non spazio, a volte non tempo. Il fast food interno di primo mattino non è ancora popolato di studenti, non odora di fritto, non è nemmeno aperto, ma incombe nelle insegne e nel design del luogo che al comfort dell’ospitalità preferisce un arredamento di passaggio che invita alla velocità della consumazione. Il bar della stazione offre un doppio affaccio, due possibilità di guardare il mondo. Da un lato la vista binari, per chi s’immalinconisce per lontane mete, dall’altro l’animazione del piazzale che si apre sui viali cittadini. E la vivacità del movimento mattutino di viaggiatori uscenti o entranti, di chi prende o perde l’autobus, va a piedi, in bicicletta o sale al volo in un’auto posteggiata male, i saluti di chi parte o di chi arriva, le migrazioni, i gruppi di studenti, quelli di nullafacenti, i taxi, le biciclette, i trolley, i pacchi, i fornitori dei negozi… tutt’oggi muove oltre la vetrata scura del bar della stazione, che rende il mondo un film alla televisione; una teca che separa gli esotici animali di uno zoo: quelli dentro dagli altri fuori.

Invito binari

“Binari” è un progetto di ARPA del Friuli Venezia Giulia – LaREA. Produzione: La Cappella Underground Sceneggiatura: Paolo Fedrigo, Diego Cenetiempo

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“Binari” – voice off6

Voice off di Katia Mazzoni di un episodio del Docu-Film “Binari” (2018) di Diego Cenetiempo. Foto di backstage di Filippo Maria Fabbri

Abbandono il vagone rovente e l’aria calda della pensilina che in discesa porta persino sollievo, ma qualche passo barcollante verso il sottopasso e l’effetto “rinfrescante” svanisce. Il treno fermo sfiata onde tremole e bollenti. È tempo di vacanze, gli uffici si svuotano, i negozi chiudono, le fabbriche anche. È agosto. Il flusso dei pendolari diminuisce, le stazioni si popolano di nuovi viaggiatori occasionali, muniti di valige estive. Chi torna al sud dalla famiglia, chi va al mare con la famiglia, chi la famiglia la divide: un genitore con figli in ferie, l’altro in città. Anche i blogger vanno in vacanza e se come me scrivono di treni quotidiani, si trovano improvvisamente senza materia prima, fonte d’ispirazione, oggetto d’osservazione. I blog sono luoghi strani, dove si vive solo di presente e quello che si e pubblicato ieri è già obsoleto. Ma le storie non invecchiano, i racconti si possono rileggere e le favole non perdono di significato col tempo. Basta rileggerle.

Invito binari

“Binari” è un progetto di ARPA del Friuli Venezia Giulia – LaREA. Produzione: La Cappella Underground Sceneggiatura: Paolo Fedrigo, Diego Cenetiempo

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“Binari” – voice off5

Voice off di Katia Mazzoni di un episodio del Docu-Film “Binari” (2018) di Diego Cenetiempo. Foto di backstage di Filippo Maria Fabbri

I finestrini aperti al paesaggio riflettono a tratti l’interno del vagone, approfittando dell’ombra occasionale di un cavalcavia o di una casa a ridosso delle rotaie. I due uomini, fronteggiandosi in opposti sedili, dormono. In equilibrio precario uno regge la testa con le dita o le dita con la testa, l’altro tiene mollemente un tablet. Giacche rosse, entrambi, per l’eccessivo condizionamento mattutino. Che se fossero state nere non avrei notato l’abbinata. Razzismo cromatico forse, ma il rosso è sempre una scelta consapevole e la coincidenza è messa in dubbio dall’intreccio delle quattro gambe che s’inseriscono in spazi privati e tradiscono una famigliarità che va oltre la conoscenza occasionale e sfiora i limiti dell’intimità. Oppure è fantasia prodotta del tedio di quest’ultimo viaggio estivo prima delle ferie.

Qui il post originale 

Fotogramma del Docu-film “Binari”

Fotografia del post originale

“Binari” è un progetto di ARPA del Friuli Venezia Giulia – LaREA. Produzione: La Cappella Underground Sceneggiatura: Paolo Fedrigo, Diego Cenetiempo

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