Il treno nei libri: 4 3 2 1

Paul Auster. 4 3 2 1. Einaudi, 2017.

Gli spostamenti quotidiani iniziavano con il pulmino fino al treno,dodici minuti di viaggio da una Pen Station all’altra, e terminavano con un breve tragitto a piedi fino allo studio di Schneiderman, ma a lei non dispiaceva, con tutte quelle persone da guardare,adorava in particolare il momento in qui il treno entrava a New York e si fermava, che era sempre seguito da un breve pausa,come se il mondo aspettasse in silenzio col fiato sospeso,poi le porte si aprivano e tutti scindevano in fretta e furia,vagoni su vagoni che vomitavano passeggeri sul binario di colpo affollato,e lei si beava della velocità di quella folla che andava dritta per la propria strada, tutti alla carica nella stessa direzione, e lei ne faceva parte, ci stava dentro, mentre andava al lavoro come gli altri.

[pp. 23-24]

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Fine corsa, cambio binario: 2018

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Assassinio sull’Orient Express (2017)

Assassinio sull’Orient Express (Murder on the Orient Express). Usa,  2017. Film diretto  da Kenneth Branagh, basato sull’omonimo romanzo di Agatha Christie.

  • Soggetto: Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie
  • Sceneggiatura: Michael Green
  • Produttore: Ridley Scott, Mark Gordon, Simon Kinberg, Kenneth Branagh, Judy Hofflund, Michael Schaefer
  • Fotografia: Haris Zambarloukos
  • Montaggio: Mick Audsley
  • Musiche: Patrick Doyle
  • Scenografia: Jim Clay
  • Costumi: Alexandra Byrne

Tutti conoscono il celebre romanzo di Agatha Christie e quella di Kenneth Branagh non è la prima trasposizione cinematografica e forse non la migliore. Difficile eguagliare quella di Sidney Lumet del 1974, ma l’unico modo per verificarlo è andare al cinema. Perché questa nuova versione è visivamente potente, il cast è altrettanto famose del precedente (altrettanto bravo forse no, almeno non tutti), le atmosfere efficaci. Branagh pecca – come sempre – di protagonismo e forse rende Poirot più macho di quanto non sia (in una trasformazione finale eccessiva), ma punta molto sull’analisi psicologica e l’unico consiglio che posso dare e di farvene un’opinione personale.

Trama

Il nuovo Assassinio sull’Orient Express ospita a bordo del treno partito da Istanbul e diretto a Calais un grande cast: Johnny Depp è uno sgradevole commerciante d’arte, Judi Dench la russa principessa Dragomiroff, Michelle Pfeiffer la ciarliera vedova americana (nel ruolo che fu di Lauren Bacall), Penélope Cruz la missionaria spagnola (al posto della svedese Ingrid Bergman). Si aggiungono Willem Dafoe un misterioso professore austriaco, Daisy Ridley (la Jedi di Star Wars) in quelli di una istitutrice, il comico Josh Gad e il veterano Derek Jacobi in quelli del segretario e maggiordomo di Depp, il ballerino russo Sergei Polunin e l’inglese Lucy Bointon in quelli di una coppia di conti: tredici sconosciuti in un elegante treno in viaggio attraverso l’Europa. Tra loro c’è il gendarme belga in pensione Hercule Poirot  e ovunque c’è Poirot c’è un mistero da risolvere. Qui l’assassinio si svolge su un treno deragliato in alta montagna. I dodici sospettati sono coloro che appartenevano allo stesso vagone letto di lusso, il detective ha poco tempo per risolvere il caso prima che l’omicida possa colpire di nuovo e prima che il treno possa ripartire. [fonte]

Interpreti

  • Kenneth Branagh: Hercule Poirot
  • Penélope Cruz: Pilar Estravados
  • Willem Dafoe: Gerhard Hardman
  • Judi Dench: Natalia Dragomiroff
  • Johnny Depp: Samuel Ratchett/John Cassetti
  • Josh Gad: Hector MacQueen
  • Derek Jacobi: Edward Henry Masterman
  • Leslie Odom Jr.: Dr. Arbuthnot
  • Michelle Pfeiffer: Caroline Hubbard
  • Daisy Ridley: Mary Debenham
  • Lucy Boynton: Helena Andrenyi
  • Serhij Polunin: Rudolph Andrenyi
  • Olivia Colman: Hildegard Schmidt
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Lettrice col ritorno

Matilde Asensi. El retorn del Cató. Labutxaca

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Avek love

Poi ci sono le volte che il titolo del libro proprio non si capisce…

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Cartolina ferroviaria

Treno fermo, porte chiuse, partenza incombente.

Lui sul binario. Lei nel vagone. In piedi.

Il vetro della porta li divide.

Equilibrio perfetto tra dentro e fuori, tra prima e dopo, tra andare e restare.

Immobili si fissano per il tempo dilatato e sospeso dell’attesa.

Si saranno detti parole, prima:

promesse, raccomandazioni, propositi.

Ora tacciono.

La divisoria costringerebbe a pantomima,

o forse sì sono detti tutto.

Lo strappo del treno in partenza rompe lo stallo,

Si animano, si emozionano, realizzano il distacco.

Lei solleva la mano a salutarlo e mima un bacio che inciampa nel vetro

Lui le fa specchio da fuori.

Superato dall’ultimo vagone se ne va chino, mollemente rassegnato.

Cartolina ferroviaria di stazione qualunque.

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Immagini di pendolari invernali 2017/8

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Immagini di pendolari invernali 2017/8

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Lettore con innamoramento

Francesco Alberoni. Innamoramento e amore. BUR

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Filosofia da muro #112 (hat trick: pendolante)

BarneyPanofsky

E’ la seconda parte di un dittico involontario e non previsto dagli autori, che semplicemente hanno usato quasi la stessa tela.

Siamo infatti, incredibilmente, nello stesso bagno di questa scritta qua, e sempre Pendolante mi omaggia della nuova perla di saggezza:

IMG_4023(1)

Visto che pendolante e’ una signora che ha modi da signora, assumo che la ritirata ferroviaria sia per il gentil sesso. Questo sicuramente spiega la lindezza che si evince da questa foto e dall’altra, e l’assenza dei tipici graffiti da bagno dei maschi, che in genere decantano le lodi di Maila, porca e maiala, 335 xx58975 ore pasti. O declamano in centimetri l’amMore che Fausto potrebbe elargire agli interessati.

E’ quindi donna anche chi ha scritto la frase sopra, e siccome io sono uomo potrei rispondere alla domanda. Che e’ tipica, diciamolo, delle donne.

A cosa pensiamo quando stiamo zitti, noi maschi?

Spessissimo a nulla, ve lo assicuro…

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