Lettore con La signora

Virginia Woolf. La signora Dalloway. Einaudi

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Lettore con penale

Rivista penale. Rivista mensile di dottrina, bibliografia, giurisprudenza e legislazione. La Tribuna editore.

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Il pranzo pendolare

L’orario continuato costringe alcuni pendolari a consumare il pranzo ad ora tarda, arrangiandosi solitamente con una merenda abbondante, un frutto, un pasto leggero da recuperare alla sera con più ricca portata. Attendono a volte di rincasare per riempire lo stomaco, ma non di rado il vagone diventa sala mensa per studenti e lavoratori. La nostra invece, con l’amica sua fidata [cit.], si trova alle 14 sul binario 2, ma mentre quella addenta panini e pizzette con ingordigia, annaffiandoli con risucchio da cannuccia di Estathé, lei preferisce un pasto autoprodotto, da consumarsi in un contenitore sigillato che, spero, viste le temperature precocemente estive, abbia potuto conservare in frigo durante il lavoro.

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Lettrice con la strega

Camilla Läckberg. La Strega. Marsilio

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Giro d’Italia in stazione

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Il re del treno

Incede sicuro nel corridoio del vagone sedendosi sul sedile a colpo sicuro, come fosse la poltrona di casa. Sulla manica della t shirt lo stemma del Palermo Football Club gli conferisce un aspetto vagamente marziale. Intercetta il capo treno di passaggio e lo apostrofa a gran voce, senza scomodarsi a seguirlo, aumentando progressivamente il tono della voce, finché quello non torna sui suoi passi e si mette a disposizione. “C’è una zingara sul treno che chiede soldi”. Il capo treno prende atto, e se ne va. Alla fermata salgono due ragazzi africani, si alza, li segue, li osserva poi torna al posto non si sa se rassegnato o soddisfatto del loro atteggiamento da perfetti viaggiatori. Spavaldo se ne sta col braccio appoggiato sulla tramezza che divide i sedili dalla porta, come fosse il bracciolo della poltrona preferita. Scende alla fermata successiva, ma solo dopo aver gettato un’occhiata al vagone per accertarsi che tutto sia in ordine.

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Lettore con presagio

Andrea Molesini. Presagio. Sellerio

Foto di Ammenicolidipensiero

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I passeggiatori da binario

Oltre la fine la pensilina, il binario continua per centinaia di metri non meglio misurati. I podisti pendolari lo percorrono nelle due direzioni ogni mattina per intero, o fino a dove gli permette l’anticipo con cui sono arrivati in stazione rispetto all’orario di partenza del treno. Si ignora il motivo di tale attività, ma studi antropologici restringono il campo ad un desiderio di allenamento fisico, non attuabile in altri momenti, o alla noia dell’attesa da superare macinando asfalto. I più maliziosi sussurrano di una spinta repulsiva che inconsapevolmente allontana i pendolari dai punti di fermata dei treni, ma sono solo insinuazioni calunniose.

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Lettore con una piccola questione di cuore

Alessandro Robecchi. Una piccola questione di cuore. Sellerio

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Io, lei e l’altro

Tutt’altro che vuoto all’apertura delle porte, l’ascensore nel sottopasso risulta ingombro di tre grossi trolley e la donna che li accompagna. Freno la spinta della bici in ingresso, mi ritraggo e le sorrido e lei di rimando. Si chiudono le porte senza che lei ne sia uscita, ma se io sono sotto al binario lei scende da sopra quindi deve per forza venire fuori dell’ascensore. Riapro le porte e quella, incerta, d’accento straniero, chiede: “taxi?”. Si richiudno le porte, impazienti. La riapro. La donna, ilare, segue le mie indicazioni tentando di uscire. Io sposto la bici, lei sposta due trolley con una mano e uno con l’altra. La porta si vuole richiudere, lei non riesce a convincere i bagagli a muoversi, io tengo aperta la porta reggendo la bici, lei sblocca le ruote delle valige ed esce ridendo e, dicendo parole, arranca verso l’altro elevatore. La porta si chiude, io la riapro, lei ancora mi parla mentre entra nel suo ascensore e io nel mio. Io ne esco sul binario due, lei dirimpetto sul binario uno. Poco collaborativi i suoi bagagli la ingombrano, ma trovano un compiacente “spingitore di trolley” nell’addetto alle pulizie che, pago dell’aiuto dato alla donna nell’uscire dall’ascensore, s’appresta a tornare ai suoi doveri, ma lei ride, s’inciampa, si blocca e l’altro capisce che non può che sottrarle un bagaglio e accompagnarla fuori.

Io verso il lavoro, lei sul taxi, l’altro in stazione.

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