Incontri romani di blogger pendolari in gita

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Al binario 2 il solito Regionale è in partenza alla solita ora, ma al 3 mi aspetta il Frecciarossa per Roma. È il giorno del raduno dei blogger pendolari. Tre ore di treno. Eppure un viaggio inizia molto prima della partenza: si propongono le date, si prendono i contatti, si aspettano risposte. Conferme, defezioni, sospensioni in attesa di eventi. Il desiderio di rivedere chi già si è conosciuto, l’attesa di conoscere chi ancora non si è visto, ma letto sì, e tanto. Alla fine i giochi sono fatti e se all’appello molti mancano, altri si presentano:
Lauconoe, padrona di casa, romana de Roma pendolare della metropolitana (Call me leuconoe);
Ilaria, umbra livornese, pendolare verso Firenze (Vita da pendolare);
Skaiosgaio, triestino di Roma girovago sui mezzi pubblici (Mezzinudi)
Tiz, napoletana, pendolare della metropolitana collinare tra e Gianturco e Pozzuoli (Da-diario di una pendolare che…);
Valentina, pugliese, pendolare da corriera tra Taranto e Bari (Esperienze da autobus, anche su FB) che spero presto di intervistare.
Pendolo0, fiorentina, pendolare di stazione ferroviaria che all’ultimo ha dovuto ritirarsi in extremis, ma è stata presente via telefono (Vitadapendolare)
Inizia poi anche il viaggio fisico e, via binario, mi lascio alle spalle l’umidità di pianura per ritrovare un’insperata estate romana. L’appuntamento è al binario 1 di Roma Termini. I visi di Tiz e Valentina li vedo per la prima volta ed è un gran piacere. Salta l’idea della foto di gruppo con libro da mandare a Cartaresistente, ma questa storia avrà un suo seguito.
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Intanto ci addentriamo nella città etarna: sole e caldo, turisti e blogger pendolari. E tre accompagnatori, che “noi non c’entriamo, noi facciam le foto”. Ci aggiriamo tra chiese, piazze, monumenti, romanità, internazionalità, artisti di strada, venditori di bastoni telescopici per selfie, e ammenicoli vari. Parole tra i passi, risate tra la gente, foto al Colosseo. Ci sfilacciamo tra la folla, ci aspettiamo, ricompattiamo, gurdiamo, commentiamo. E la donna col trolley al confessionale? Chiederà indicazioni per la stazione o per il Paradiso? Tutto rigorosamente a piedi che di mezzi ne prendiamo a sufficienza.
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Poi la prima sosta, che l’arsura chiama liquidi da bere e finiamo in un locale in stile inglese e lì qualcuno ha messo tre valige di metallo. Il peso del viaggio. Immortaliamo il momento. Poi chiacchiere di nuovo in libertà, e gli accenti si mischiano tra livornese, tarantino, romano, napoletano, abruzzese e modenese… no, non sono di Bologna ch’è diverso. E il campanilismo si fa strada e i pisani, ma per favore, e i negazionisti baresi esistono, e tutto il paese è mondo, macchè il contrario. E le pance brontolano e il cacio e pepe chiama, la amatriciana risponde e ci incamminiamo verso il ristorante. E sulla strada, in Largo di Torre Argentina, c’illumina la grande libreria di Feltrinelli e forse la facciamo poi la foto, quella coi libri per Cartaresistente. Venti minuti ad aggirarci tra scaffali, ognuno trova un libro, che un po’ menzioni il treno e poi si cerca un posto per lo scatto, lì, in loco, dentro. Leuconoe suggerisce di non dar nell’occhio (che a darle ascolto si faceva bingo), ma io li porto innanzi alla vetrina. E lì poi ci si mette in posa, ognuna col suo libro sulla faccia, ma un urlo disumano s’avvicina e il commesso sbraccia e: “non siamo mica al cinema, che fate?!” Corre in aiuto il di lui collega, che a braccia aperte si frappone tra il fotografo e noi, che stiam basite. Si spiega, noi, quel che facciamo, ma quelli insistono, apostrafano un “Rambo” non udito, che se no era rissa garantita. Tra l’imbarazzo per il malo trattamento ce ne vaghiamo in strada indispettiti e la foto la facciamo su un muretto, coi libri nostri, che quelli non li abbiam comprati. Ma ci fa tristezza inviarla ora e Cartaresistente farà senza.
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Si arriva al ristorante ad ora tarda e ci sfamiamo di tipiche bontà, tra code per il bagno e gelo d’aria insana sulla nuca. Si va ad acqua che il vino ci riscalda. Ci si riposa e poi via, si parte ancora. Si pensa per qualcuno già al ritorno, per calcolare i tempi del tragitto, ma a Castel Sant’Angelo una sosta è obbligatoria.
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Davanti a San Pietro salutiamo Tiz che prende un autobus per Termini. Ci lasciamo con la promessa di trovarci a Napoli. Chissà. È volato il tempo a lasciare la curiosità del non detto, del non approfondito. Noi continuamo per il famoso colonnato. Giriamo ancora, lungo il Tevere melmoso, alla ricerca di una “baracchina”, scusate, un chiosco in italiano, che questa è in lingua mia. Seduti, finalmente, estorciamo al riluttante titolare una grattachecca, che sembra brutta a dire, ma è granita sfiziosa, grattugiata a mano.
E finalmente arriva Skaiosgaio che mi spiace non abbia conosciuto Tiz e una foto tutti assieme non l’abbiamo. Un caffè, aggiornamenti d’esistenza, poche cose, ma ormai siam già nell’imbrunire e anche l’ora del mio treno s’avvicina. C’è tempo giusto per un Caravaggio, d’ammirare in gran velocità.
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Poi la metro, quella che racconta la romana pendolare; come infilarsi in casa d’altri per sbirciare. Si parla di raduni in grandi alberghi, di sale da convegni pendolari, di temi da affrontare, relatori… le nostre sono gite, ma di viaggiatori. Baci e abbracci e la stazione. Di nuovo un Frecciarossa, puoi dormire, ma non riposo: scrivo cose, guardo gente, leggo pure. E poi sarò di nuovo pendolare.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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35 risposte a Incontri romani di blogger pendolari in gita

  1. vagoneidiota ha detto:

    Fantastico.
    Le tue righe, bellissime, mi hanno fatto sentire ancora una volta i profumi di Roma. Ed osservare i vostri sorrisi adagiati a questo posto, a questa magica città, mi ha regalato una felicità immensa.
    Tradurre pagine in abbracci. Non c’è cosa più dolce.
    Da v a v.
    Citizen cope – sideways

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  2. stravagaria ha detto:

    Se i librai sapessero quale ghiotta occasione hanno perso… E dire che di promozione alla lettura ne avrebbero davvero bisogno! Bella gita e belli i vostri visi sorridenti 🙂

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  3. Tratto d'unione ha detto:

    Che bello trovarsi così, obbedendo al richiamo delle affinità che vi legano come fili invisibili.

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  4. the quiet man ha detto:

    Tutto molto bello però…la cacio e pepe con acqua non si può!

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  5. Marco ha detto:

    E a me scende la lacrimuccia…

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  6. pani ha detto:

    sei una pendolare anche extra lavoro, per passione

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  7. Miss Fletcher ha detto:

    Libraio davvero poco lungimirante!
    I vostri incontri pendolari sono sempre bellissimi, un bacione cara.

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  8. umpf. non ci sono più le feltrinelli di una volta.
    (che belli eravate!)

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  9. tiptoetoyourroom ha detto:

    Che bella domenica, davvero. Certo che librai con così poca fantasia… sono una tristezza!!
    Ciao 🙂

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  10. roceresale ha detto:

    Bellerrimi

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  11. skaiosgaio ha detto:

    Mannaggia mi son perso Tiz! Ad ogni modo Feltrinelli ha perso un’ottima opportunità di pubblicità gratuita!

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  12. Vitadapendolare ha detto:

    Ne è passato di tempo dal primo raduno, ma ogni volta dovremmo ringraziarti per aver dato vita a questa bella tradizione! Aspetto data e ora per il prossimo! 😉

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  13. Veronica Adriani ha detto:

    Aspetto che torni a Roma con famiglia al completo, mia cara. C’è ancora taaaaanta città da vedere 😀

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  14. pendolo0 ha detto:

    Che tristezza non esserci stata! Sono contenta che sia stata comunque una bella giornata per voi, nonostante la piccola disavventura libraria 😀 😀 Alla prossima cerchero` di non mancare!!!

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  15. Enrico ha detto:

    bellissime foto per un bellissimo racconto!

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  16. Pingback: Peccato! | vitadapendolare

  17. Stefano ha detto:

    complimenti per l’iniziativa, per le foto e ovviamente per il racconto!

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  18. Pingback: vite incrociate – 4°raduno blogger pendolari | da – diario di una pendolare che..

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