Disegnando estranei in metropolitana: l’arte di Devon Rodriguez

Devon Rodriguez è un americano pittore, artista, personaggio dei social media e celebrità di Internet da South Bronx, New York City. Rodriguez disegna estranei sula metropolitana di New York City e poi regala loro i disegni, documentando il tutto in video che pubblica poi sui suoi canali social. Il suo lavoro, compresi alcuni dei suoi dipinti di passeggeri della metropolitana, è apparso in pubblicazioni come The New Yorker, The Artist’s Magazine e The New York Times Style Magazine

La reazioni di chi viene ritratto è sempre di sorpresa, incredulità, gratitudine. Un piccolo sprazzo di felicità nel viaggio quotidiano, che non deve essere breve se dà all’artista il tempo di ritrali con tanta ricchezza di dettagli. Chi volesse vedere i suoi video può cercarlo sui Instagram Facebook e TikTok. Personalmente lo trovo eccezionale, soffrendo da sempre la mancanza di talento nel disegno.

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Nuche da stazione 7

Deterrente del viaggio pendolare, il caldo esteremo mi ha riportata all’uso del mezzo privato, almeno per questi mesi estivi, privi del traffico stradale ma troppo caldi per l’iter pendolare di auto/treno/bici e ritorno. Sospetto che l’età anagrafica abbia il suo peso in questa scelta, ma preferisco non approfondire. In attesa di un settembre più fresco pubblico le nuche collezionate nei mesi passati di pendolarismo

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Treno. Il canto funebre per i nostri morti

Robinson. Rubriche. 23 luglio 2022
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Minimetrò perugino

In ferie nella splendida e rovente terra umbra, annaspando tra i 38 e i 40 gradi, scopro che i borghi e le città più turistiche, inerpicate su dolci ma ripide colline, sono state arredate con scale mobili e ascensori che aiutano a superare i dislivelli. Cosa mirabile poi, Perugia è dotata di un minimetrò che dal parcheggio sale verso il centro storico. Piccoli vagoni elettrici, senza conducente, con appena 4 posti a sedere, ma anche quello riservato alle biciclette che, per altro, godono di diritto di precedenza in salita. Come se non bastasse troviamo in stazione un espositore per i “libri in viaggio” dove puoi lasciare o prendere un libro.

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Wijster e De Punt

Wijster. Paesi Bassi, 2008. Diretto da Paula van der Oest. Film per la TV

Sceneggiatura: Nicole Steggerda, Nicolette Steggerda, Ger Vaders

Attori principali: Jaap Spijkers, Roos Netjes, Anniek Pheifer

De Punt. Paesi Bassi, 2009. Diretto da Hanro Smitsman. film per la TV

Sceneggiatura: Carel Donck, Sylvia Pessireron

Attori principali: Gerson Oratmangoen, Martin Schwab, Terence Schreurs

Dopo aver letto I soldati delle parole, di Frank Westerman, di cui ho parlto qui, ho scoperto che dei due dirottamenti di treno avvenuti nei Paesi Bassi nel 1975 e nel 1977 ad opera di terroristi molucchesi (giovanissimi immigarti di seconda generazione) che rivendivano una libera Repubblica delle Molucche Meridionali, sono stati tratti due film per la TV, dopo 40 anni. Ovviamente non ho visto i film che sono recitati in olandese e forse nemmeno riuscirei a reperirli, ma credo stiano di diritto nella rubrica “Il treno nei film” a ricordarci un periodo storico terribile, di terrore e ingiustizie sociali.

Scuserete le poche informazioni ceh sono riuscita a reperire su questi due film.

Trama:

Wijster: Vicino a Wjster un trebo viene sequestrato da giovani delle Molucche del Sud, che cercavano disperatamente l’attenzione per la loro situazione dal governo olandese e dal mondo. La storia è raccontata dal punto di vista di un giornalista olandese Rob, che si trova erroneamente sul treno tra gli ostaggi.

De Punt: Più di 30 anni dopo la drammatica fine di un dirottamento di un treno, cinque persone coinvolte si incontrano in uno show televisivo. Punto di partenza è la morte dell’unica donna dirottatrice: Noor.

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Il treno nei libri: I soldati delle parole

Frank Westerman. I soldati delle parole. Iperborea, 2017.

Il primo sequestro di treno della storia fu un fallito sequestro di aereo […] [I responsabili furono] sette combattenti molucchesi della piccola cittadina di Bovensmild, nell’Olanda Settentrionale […] Il Carlos molucchese e i suoi compagni si riuniscono alla stazione di Assen davanti alla biglietteria, dove comprano sette biglietti di sola andata per Zwolle. Come convenuto, si dividono in gruppetti sul binario. Poi il locale proveniente da Groningen si ferma sotto la pensilina. I molucchesi vi caricano i bagagli e i pacchi e prendono posto sui sedili richiudibili nei corridoi tra i vagoni, davanti, dietro e a metà treno. Beilen dev’essere, nei loro piani, l’ultima fermata regolare […] Carlos si alza in piedi, schiaccia il suo mozzicone e abbassa la leva rossa. I tubi dei freni tuonano. Malgradi il cigolio delle ruote, il treno 378 avanza di almeno cento metri in più del previsto. Carlos ha aspettato troppo. Invece che davanti al passaggio a livello di Winster, dove di lì a poco passerà il loro bus [per l’aeroporto], si fermano in mezzo ai prati, in una desolata terra di nessuno.

IL FATTO: Il dirottamento del treno a Wijster si è svolto a dicembre 1975. Martedì mattina 2 dicembre alle 10:07 il treno lento Groningen-Zwolle viene fermato tra i prati con il freno di emergenza. Sette giovani molucchesi sequestrano il treno invocando libertà per la Repubblica delle Molucche Meridionali. Il macchinista e due passeggeri vengono uccisi dai dirottatori che si sono arresi dopo dodici giorni.

IL LIBRO: è ancora possibile arginare la violenza con le parole? Di fronte a uno dei problemi più urgenti de nostro tempo, il È ancora possibile arginare la violenza con le parole? Fino a che punto la penna è più forte della spada? Di fronte a uno dei problemi più urgenti del nostro tempo, il terrorismo, Frank Westerman si mette personalmente in gioco per capire le strategie e i margini d’azione di chi si affida alle armi della trattativa, del ragionamento, della persuasione: frequenta un corso per mediatori dell’Accademia di Polizia, partecipa come ostaggio alla simulazione di un sequestro aereo a Schiphol, incontra un ex dirottatore di treni, uno psichiatra che è stato tra i primi a trattare con i terroristi negli anni Settanta, e un veterano degli accordi di pace convinto che tutto è negoziabile e che finiremo per sederci a un tavolo anche con l’ISIS. In un’inchiesta lucida e appassionante che coniuga suspense narrativa e riflessione storica, etica e politica, Westerman ci proietta nel mezzo degli attentati di un commando molucchese a cui assistette da bambino nei Paesi Bassi, rievoca il suo incontro con una combattente della RAF all’Avana, ricostruisce l’escalation del terrore ceceno e della brutale repressione di Putin di cui fu testimone quando era corrispondente in Russia. E scavando nel complesso duello tra potere e dissenso armato, indaga le ragioni del dialogo contro il rifiuto di scendere a compromessi con i terroristi, chiedendosi se le attuali azioni jihadiste possano ammettere un’efficace risposta verbale. Ma non è forse la parola il pericolo più temuto da chi impone i propri dogmi con la violenza? Non è la via del confronto a garantire quella stessa democrazia che intendiamo difendere?terrorismo, Westerman vuole capire le strategie e i margini d’azione di chi si affida alle armi della trattativa, del ragionamento, della persuasione. [dal sito si Iperborea]

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Lettrice col fantasma

Oscar Wilde. Il fantasma di Canterville. Feltrinelli

Ho presunto che si tratti di una lettrice dal poco che si vede di lei, nascosta dietro il viaggiatore in primo piano, ma per averne la certezza bisogna chiedere ad Ammennicolidipensiero che ha scattato questa foto.

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Aloni da viaggio

L’alone da viaggio contraddistingue il pendolare che raggiunge la stazione in macchina. Sin dal primo mattino le temperature elevate segnano la schiena di chi, forse, ha sedili in pelle o comunque una sudorazione abbondante concentrata nella zona dorsale, sebbene non sia dato sapere, per fortuna, delle altre sue parti del corpo. Di certo c’è che quell’alone si trasmetterà sul sedile del treno e, lungi dall’essere schizzinosa, sarà l’eta o il lungo pendolarismo, rivaluto ora chi ci stende un asciugamano prima di sedersi.

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Lettrice con la regina

Enrica Roddolo. La Regina. Elisabetta, una vita nella Storia. Corsera

Grazie ad Ammennicolidipensiero

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Vertigini

La specularità della posa, l’opposizione dello stile, la somiglianza distinta degli accessori, il contrasto dei colori, la stessa attesa. Un senso di vertigine improvviso nello scatto.

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