Pensieri pendolari di (una) Repubblica

Tito, Teresa, Paola, Orlando, Daniele, Luca, Ysmine, Martina… tutti pendolari sui mezzi pubblici: treni, autobus, metropolitane, corriere.

Repubblica TV pubblica le loro storie in bevi racconti autobiografici in filmati ripresi sui loro mezzi di trasporto. Vale la pena guardarlo e ascoltarli.

https://video.repubblica.it/webseries/pensieri-pendolari/

Una coproduzione Visual Desk – PMG, scritto da Vito Foderà, supervisione Letizia Celardo, regia di Giorgio Marchesani, collaborazione di Loredana Menghi, Francesco Lamonaca.

Grazie all’amica Trattodunione per la segnalazione.

Annunci
Pubblicato in Citazioni ferroviarie, Vita da Pendolante | Contrassegnato , , , | 17 commenti

Equilibrismo pendolare

Il ciclista sale in treno col suo mezzo leggero, da viaggio. Dopo un primo tentativo fallito di appendere la bici al gancio di sostegno, armeggiando con manubrio e telaio riesce a a sospenderla, bloccando la ruota posteriore nell’apposito aggancio sotto il seggiolino reclinabile. I pantaloni di colore foglia autunnale, sono arrotolati per evitare, suppongo, che si sporchino in pedalata, lasciando scoperte calze nere con disegni non meglio identificati. Tutto rigorosamente in pendant con il resto dell’abbigliamento. Persino il pizzetto sul mento declina verso l’ocra del sottobosco ottobrino. Sellino e manubrio della bici, alzati fuori misura, sporgono nel corridoio di passaggio e i pendolari devono scartare di lato per attraversare il vagone senza impigliassi come pesci all’amo. Solo uno si aggancia con la tracolla della borsa, ondeggia instabile strattonato all’indietro, ritrova l’equilibrio, scarta di lato per sfilarsi dal seggiolino volante, bilancia spostando il peso in avanti e a passo veloce si dilegua nel vagone, attento a non guardarsi attorno per non vedere negli occhi dei viaggiatori la sua goffaggine che a dire il vero ha l’agilità acrobatica di certe figure rocambolesche del cinema muto.

Pubblicato in Storie di treno | Contrassegnato , , , | 17 commenti

Lettrice con ore di terrore

Greg Iles. Ore di terrore. Piemme

Pubblicato in Libri in treno | Contrassegnato , , , , , | 8 commenti

Filosofia da shopper

“Choose Love”. Una dichiarazione d’intenti, una filosofia di vita o solo un promemoria per i momenti difficili passati sui binari. Le attese, le resse, le cancellazioni, i ritardi… Al limite nord del binario se ne sta solo il pendolare con la sua shopper parlante. Lo immagino al mattino aprire il cassetto delle borse di tela e scegliere quella più appropriata alla giornata o all’umore del suo risveglio. Un “Keep calm”, un “Peace and love” o “Psycho Killer” nelle giornate nere se non un “Send Coffee” o “Best day ever”. Ecco, per questo lunedì mattina io sceglierei questa:

Pubblicato in Fotografia ferroviaria, Ritratti, Vita da Pendolante | Contrassegnato , , , | 26 commenti

Lettore senza mai arrivare in cima

Paolo Cognetti. Senza mai arrivare in cima. Viaggio in Himalaya. Einaudi.

Pubblicato in Libri in treno | Contrassegnato , , , , , , | 18 commenti

Attese simbiotiche 2

Le zampe ben piantate a terra, sembra volersi radicare al terreno la bestiole. Ha l’aria smarrita, nonostante il guinzaglio sancisca il legame con la sua padrona. Spaventato dai rumori di stazione il cagnolino muove solo gli occhi e mi concede uno sguardo dolcissimo che intenerirebbe pure Attila. Non si muove se non per seguire la padrona che, inquieta, si aggira sul binario non più sicura del suo quadrupede, evidentemente poco abituata a prendere il treno. Lei mi domanda di aiutarla a trovare il suo vagone sul Freccia Rossa, mentre il cane non chiede nulla, solo di poterla seguire fino in capo al mondo.

Pubblicato in Storie di banchina | Contrassegnato , , | 37 commenti

Lettore con Satire

Decimo Giunio Giovenale. Satire. Testo latino a fronte. Garzanti.

Pubblicato in Libri in treno | Contrassegnato , , , , | 18 commenti

Cuore di mamma

In quattro salgono al binario: la madre, la nonna e due piccoli passeggeri, nascosti da giacconi, sciarpe e berretti di lana. Dieci anni sommando l’età di entrambi.
In tre salgono sul treno. La madre rimane sul marciapiede seguendo la sua prole fino ai posti assegnati. Felici i bambini di quel viaggio in treno, indaffarata la nonna a sistemare bagagli, apprensiva la madre a guardarli partire. Appoggia la mano al finestrino del treno, forse aspettando un analogo gesto dalla parte interna, ma non sembra dispiaciuta di non ottenerlo. Troppo eccitati i bambini per abbandonarsi alla tristezza del distacco. Rimane la madre fino alla partenza del treno, lo insegue brevemente salutando con la mano e stavolta si, viene ricambiata felicemente dai piccoli viaggiatori.

Pubblicato in Storie di banchina | Contrassegnato , , , | 20 commenti

Il treno nei libri: Un albero cresce a Brooklyn

Betty Smith. Un albero cresce a Brooklyn. Neri pozza, 2007.

Inizio il qui il 2019 con l’ultimo libro letto nel 2018. Una perla che consiglio.

Il mattino seguente Neeley accompagnò la sorella a New York. Mentre il treno s’inoltrava sul ponte di Williamsburg, uscendo dalla stazione di Mercy Avenue, Francie osservò che tutti i passeggeri si alzavano di scatto e poi si rimettevano a sedere.
“Perché fanno così, Neeley?”
“Perché quando si entra nel ponte si vede un enorme orologio sulla facciata di una banca e la gente si alza per controllare se è in anticipo o in ritardo. Scommetto che ogni giorno un milione di persone guarda l’ora su quell’orologio”.
[pp. 439-440]

Ciò che più temeva era la folla della metropolitana. Spesso le era accaduto, pigiata tra la gente, senza la possibilità di muoversi, di sentirsi palpeggiare dalla mano di un uomo. Anche se cercava di spostarsi, non riusciva a evitare il contatto di quella mano che, in curva, premeva ancora di più. Non poteva nemmeno girare la testa per vedere in faccia lo sconosciuto ed era obbligata a subire l’affronto senza poter reagire, impotente. Senza dubbio avrebbe potuto gridare e protestare ad alta voce, ma si vergognava troppo di attirare l’attenzione. Le sembrava di dover aspettare un’eternità prima che la folla si diradasse, dandole la possibilità di cambiare posto. Dopo un incidente di questo genere, stare in piedi in un treno affollato le sembrava una prova terribile.
[p. 446]

Pubblicato in Il treno nei libri | Contrassegnato , , , | 22 commenti

Vite in treno da spot

“Ci sono storie che rendono la vita più interessante”. Questo lo slogan di uno spot di una società che produce e vende audiolibri. E dove girarlo se non in treno? Ogni sconosciuto che viaggia con noi è una storia da inventare, immaginare o ricostruire dai dettaglia. Spesso più avvincente, interessante e intricata di quella reale che, se fortunati o abbastanza abili da defilarci, non conosceremo mai. In caso contrario molto probabile che le pillole per la pressione siamo l’evento più emozionante nella vita dello sconosciuto. Ma non si sa mai: prima o poi una spy story può sempre capitare.

Pubblicato in Citazioni ferroviarie | Contrassegnato , , , , | 12 commenti