Vota pendolante!

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Sono stata latitante nelle ultime due settimane e chi di voi mi segue sui social sa perchè: mi sono candidata con una lista civica al Consiglio comunale del mio paese. La campagna elettorale mi ha assorbita quasi totalmente ed è stata, ed è, un’esperienza entusiasmante che a prescindere da come andranno le elezioni del 26 maggio, sono contenta di aver fatto. Ho imparato molto, innanzitutto che in un comune come il mio, con poco più di 15.000 abitanti, la partecipazione è possibile, la politica non è quella cosa sporca che in molti pensano e il dialogo tra le persone può ancora esistere. Ho imparato a conoscere meglio la macchina comunale ed elettorale, i tempi, i modi, la gente e il mio paese.

Detto questo non vi inviterò a votarmi (che la maggior parte di voi sta pure fuori regione), ma a recarvi alle urne sì perchè il voto è un diritto, ma soprattutto un dovere… e anche la condizione minima per potersi poi lamentare. Se no: zitti e ingoiate!

 

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Lettrice con Le sopravvissute

Riley Sager. Final girls. Le sopravvisute. Giunti

Di nuovo una lettrice di Trenord by Ammennicolidipensiero.

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Il treno nei libri: Omicidio a Road Hill House

Kate Summerscale. Omicidio a Road Hill House. Ovvero invenzione e rovina di un detective. Einaudi, 2008.

Paddington era una grande stazione a volta, luccicante di vetro e ferro, costruita sei anni prima da Isambard Kingdom Brunel. L’interno era pieno di fumo inondato di sole. Wicher la conosceva bene: i ladri di Londra facevo affari in mezzo alla folla imponente e anonima che si agitava nelle nuove, grandi stazioni, tra gli arrivi e le partenze, nel mescolarsi elettrizzante di mille tipi umani ricchi e poveri. Era questa l’essenza della città, che la squadra investigativa appena creata avrebbe dovuto tenere sotto controllo. Nel quadro di William Frith intitolato La stazione ferroviaria, del 1862, vediamo una panoramica di Paddington in cui non manca un ladro ritratto mentre viene arrestato da due agenti in borghese: tipi vestiti di nero, con bombette e basettone, capace di confondersi tra la folla e di emergere per domare la turbolenza della metropoli.

[Prologo. Stazione ferroviaria di Paddington, 15 luglio 1860. P. XIII-XIV]

William Frith, La stazione ferroviaria, 1862,

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Lettore con le concubine

Anonimo. Le concubine floreali. Storie del consigliere di mezzo di Tsutsumi. Marsilio

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Lettrice con castigo

Pierpaolo Brunoldi, Antonio Santoro. La fortezza del castigo. Newton Compton

Un grazie ad Ammennicolidipensiero che non mi lascia mai senza lettori (pendolari)

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Lettore a cena

Rex Stout. Nero Wolfe: a cena col delitto. Arnoldo Mondadori

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Equilibri d’attese

Su una gamba sola si regge in equilibrio sul poggiapiedi del tabellone degli orari. Circa nove gli anni, la piccola ha guardato quell’elenco di orari e binari e destinazioni e stazioni intermedie come fossero calcoli di ingegneria aerospaziale, ma senza darsene poi troppa pena. Col fratellino ha fatto a lungo il gioco di chi tira più forte, poi annoiata si è data all’equilibrismo che l’attesa a certe età è più tediosa, ma anche più semplice da contrastare: Una linea da non pestare, una mattonella su cui dondolare, un tubo per camminare. E sul filo delle rotaie tra due città, tra la casa e il lavoro, tra la partenza e la meta, tra l’andata e il ritorno, si sta noi pendolari che l’attesa la affrontiamo coi nostri personali equilibrismi.

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Lettrice Internazionale

Internazionale. Settimanale

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Giovane maschio pendolare

Imbocca la scala dal sottopassaggio. Per metà caracolla, poi annaspa, barcolla, s’inclina in avanti cercando ossigeno, distribuisce il peso, guadagna l’ultimo scalino e si accascia sul pannello segnaletico ad inizio binario. Come sacco vuoto rimane appeso, nonostante i suoi pochi vent’anni. Alcuni secondi di ansimi e riguadagna dignità, aiutato dal passaggio di una studentessa: drizza la schiena, incrocia le gambe e disinvolto, mano sinistra sul fianco, mantiene il contatto con il pannello con la destra, ma così, come per fargli un favore, che siamo uomini o pendolari?

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Ritorno con pappagallo

Manco dal lavoro da 15 giorni, manco dai treni da 15 giorni, manco dal blog da 15 giorni. Mi mancano quindi viaggiatori, lettori, pendolari, situazioni da raccontare. Ma non mi mancano lettori che col tempo oso dire siano diventati amici, anche se solo “di penna”. E azzeccato è il termine in questo caso visto che Ammennicolidipensiero mi manda la foto di un pappagallo viaggiatore, sebbene abbia il sospetto (fondato) che non abbia le piume e che adorni con bizzarro gusto il manico di un ombrello.

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