Lettore con Angeli

Dan Brown. Angeli e demoni.

Edizione tascabile non identificata da Ammennicolidipensiero, autore di questa fotografia

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Lettrice con Indipendenza

Javier Cercas. Indipendenza. Guanda

By Ammennicolidipensiero.

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Accessori da pandemia

Fino a un paio d’anni fa, una mascherina sul viso nascondeva un asiatico immigrato che esportava l’abitudine tutta orientale di coprirsi le vie aeree negli agglomerati urbani. Folkloristico personaggio in contesto sbagliato, additato con bonaria tolleranza dagli autoctoni. Quel che è succcesso dopo è storia attuale: una pandemia è riuscita là dove lo smog non ha potuto.

La stessa sensazione di estraneità la da ancora un adulto col casco in bicicletta – se non munito di bici da corsa, alla domenica, in gruppo. L’esemplare, additato per le nostre vie come straniero, strano ed estraneo ai nostri usi e costumi è probabilmente un esponente della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Un mormone insomma; uno di quei baldi giovani che dagli Stati Uniti vengono a fare proseliti nel vecchio continente. Che a noi italiani il casco ha sempre fatto brutto, accessoio pavido, puerile, di nicchia. E su questo la pandemia non ha avuto effetti che l’aumento dei ciclisti non ha corrisposto ad una umento dei caschi. Nemmeno il proliferare dei monopattini, che la propulsione a pedata relegava nella sfera dell’infanzia e l’elettrificazione ha elevato a mezzo di trasporto per adulti, ha fatto il miracolo. Nonostante i potenziali 25 km orari di velocità, il casco in monopattino è ancora accessorio per minorenni. Fatte le dovute eccezioni, come la giovane, ma maggiorenne, in attesa in stazione col suo mezzo elettrico a due ruote, ancora gli adulti sono refrattari all’uso del casco, sia in biciletta che sul veloce monopattino. D’altronde quanti centauri a motore lo porterebbero se una legge non l’avesse imposto?

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Lettore con democrazia

Laura Pennacchi. Democrazia economica. Castelvecchi Editore

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Colori pendolari

Giallo, rosso e verdone. Con aggiunta di arancione. Colori autunnali, ma non stagionali che in estate la livera dei Tper non cambia e nemmeno i catarifrangenti smanicati dei due addetti alle interviste. “Indagine sulla soddisfazione degli utenti”. O similqualcosa. Lo ha annunciato l’altoparlante. Pazienti, i due uomini fanno la punta ai pendolari, non quelli in discesa, che scappano verso la loro meta, ma quelli in attesa, che comunque sul binario ci devono stare. Molti cercano di evitare. Schivano il contatto visivo, driblano gli altri in attesa, fingono telefonate, si nascondo dietro i cartelloni. Sindrome da orso pendolare, ma alla fine si fano intervistare.

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Lettore con Dadieci

Saschia Masini. Dadieci. Piemme

Iniziavamo a disperare (io e AdP) di trovare un uomo lettore sulla tratta Trenord di Ammenniccolidipensiero, ma siamo subito stati smentiti nel nostro malignare. Sempre divertente questo scambio di lettori pendolari.

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Viaggiatrice da poltrona

Ciocche di biondi capelli incrociati in mazzi disordinati accuratamente. Scarpe da ginnastica e calzettoni al posto del tacco demodè. Largo il pantalone, da tuta casalinga, ma di sartoria, in abbinamento col resto dell’outfit in finto casual. Maglioncino mollemnte adagiato sulla giusta scollatura. Mac sulle ginocchia, borsa griffata sul sedile. Una delizia radical chic in totale agio da salotto casalingo. Incomprensibile la capacità di accavallare le gambe portando il piede sollevato dietro il polpaccio dell’arto a terra, come un’edera avvinghiata a un tronco. Pendolare svezzata da un monte ore/viaggio evidentemente significativo, sebbene scommetterei che non ci sia luogo in cui non mostri la stessa disinvoltura.

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Invasione di campo

Distese, ma nemmeno troppo, le gambe dell’uomo coprono agilmente i 60 centimetri che dividono un sedile dall’altro, superando la seduta frontale di tutto il suo 56 di piede. La cosa non turba minimamente la dirimpettaia borsa adagiata sul sedile, ma in caso di affollamento pendolare, fenomeno pre-Covid in rapida ripresa, il fastidioso ingombro di arti inferiori si risolverebbe solo con angolazioni “kamasutriane” dei due viaggiatori.

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Il treno nei libri: Pianura

Difficile rendere la suggestione di questo racconto stralciandone solo i brani “di stazione”. Belpoliti legge un libro di Celati durante un viaggio in treno, lo commenta, ricorda la pianura della sua infanzia, la nebbia padana, Luigi Ghirri, Giuliano Della Casa, la provincia reggiana e modenese e intanto il treno attraversa la pianura in un’atmosfera ovattata dal grigio-bianco … insomma: casa.

Marco Belpoliti. Pianura. Einaudi

[…] Il giorno dopo sono partito dalla Stazione centrale diretto a Modena. Ho con me un altro racconto, Condizioni di luce sulla via Emilia; si trova nel libro di Celati intitolato Quattro novelle sulle apparenze. Adesso ho tempo per leggerlo con calma. […]
Passiamo per Reggio Emilia. Il treno si ferma nella vecchia stazione, che è diventata un luogo dove sostano gli immigrati, dentro l’edificio e soprattutto lì intorno. Stazione di serie B, mentre quella dell’Alta velocità é oggi di serie A. Sono su un regionale veloce e salgono alcuni ragazzi neri; hanno un piccolo amplificatore, da cui esce musica a tutto volume. Si siedono in gondola vagone. Torno al libro.
[…] Sono arrivato a Modena. Il treno ha frenato lungamente con un rumore metallico. Sono scendo. Siamo tutti smarriti e perplessi, penso ricordando le pagine appena rilette. Tutti abbiamo incerte identità personali ci siamo tutti persi nella nebbia come i bambini pendolari*.
[pp.. 31-40]

*Gianni Celati. Bambini pendolari che si sono perduti

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Lettrici estive di AdP

Durante questa calda, lunga estate, Ammennicolidipensiero ha continuato a inviarmi foto di lettrici sui treni della tratta Trenord. Incapace di postarle in tempo reale, le pubblico oggi tutte assime. Rilevo la monotonia del genere, come se gli uomini non leggessero più sui treni, e a chi maliziosamente azzarda che sia l’occhio di AdP ad essere maggiormente attratto, mi sento di rispondere che lo sguardo del reporter ferroviario è neutro.

Philip Pullman. Il cannocchiale d’Ambra. Queste oscure materie. Salani (Nuova ediz.) Vol. 3

Imre Kertész. Fiasco. Feltrinelli

Agatha ChristieHercule Poirot. Il Sogno. Collana I grandi investigatori. La Repubblica.

Carolina Traverso. Mente calmacuore aperto. Sperling & Kupfer

Irène Némirovsky. Suite francese. Adelphi

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