A New York nasce la biblioteca online gratuita sulla metropolitana

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A New York è appena nata la “Subway Library“: un’iniziativa – che per il momento durerà sei settimane – che permette ai viaggiatori della metropolitana di scaricare centinaia di libri caricati su una biblioteca online…

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Lettrice con libro bucato

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Natasha Pulley, L’orologiaio di Filigree Street (Bompiani)

Foto di Ammennicolidipensiero

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Coppia Cartaresistente

Giusto per sottolineare che siamo in vacanza

Coppia Cartaresistente in vacanza

Contributo di Filippo & Katia

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La carovana del sale in treno

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Elena Dak, La carovana del sale (CDA & VIVALDA)

Foto di Ammennicolidipensiero

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Treni in spiaggia per piccole vacanziere

Tra i sette e i dieci anni le tre piccole, in pausa post bagno, discutono del mondo, dei loro impegni per l’estate, della vita… Al mare coi nonni, una di loro sta godendo della visita dei genitori che ripartiranno col treno della sera verso la città. Triste, la piccola confida alle amiche che passerà un’estate vedendoli poco, tra settimane con gli Scout, soggiorni sportivi, e viaggi con gli zii… mi contagia di mestizia, ma per nostalgia delle lunghe estati di un tempo passato. Le altre ascoltano le sue pene finché la più piccola, più empatica perché in soggiorno coi nonni, si lancia in consiglio da precoce esperta di distacchi parentali: “Quando vai a portarli in stazione non guardare il treno. Perché se no piangi. Li saluti e te ne vai che se guardi il treno piangi. Davvero vè!” E io le credo. 

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Lettore che sfida il management

Peter F. Drucker, Le sfide di management del XXI secolo (FrancoAngeli)

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Lettrice più gentile della solitudine

E con gentilezza vi lascio soli in città e parto per le ferie. Ci rivediamo tra un paio di settimane

Li Yiyun, Più gentile della solitudine (Einaudi)

Foto di Katia Mazzoni

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In punta di pennello

In tanti anni di pendolarismo ho visto più di una viaggiatrice provocarsi metamorfosi facciali da maquillage, trasformando i propri lineamenti stropicciati dalla sveglia in visi freschi di bucato. La capacità di queste donne di truccarsi in treno è acquisita in anni di esperienza, affinando equilibrismo, precisione, mano ferma e organizzazione. Tutte doti di cui difetto, senza contare che il mattino non mi trova efficiente prima delle 9 o per lo meno del caffè che bevo alla stazione di arrivo. Poi le oscillazioni del treno trasformerebbero il mio viso in tela dipinta da impressionista, ma mica dei migliori, sempre che non mi imparenti prima con Polifemo. Quindi perdonerete se abbandono la matita della cronista per sbilanciarmi in espressioni di ammirazione per queste artiste del pennello da trucco. 

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Lettore con il condominio

J. G. Ballard, Il condominio (Feltrinelli)

Foto di Tiziana
https://tizd.wordpress.com/

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Il treno nei libri: 1918 la grande epidemia

Riccardo Chiaberge. 1918, la grande epidemia. Quindici storie della febbre Spagnola. UTET, 2016.

Non era proprio nato sotto una buona stella, Egon Schiele. Il padre Adolf, capo stazione delle ferrovie austroungariche, si era preso la sifilide da una prostituta durante il viaggio di nozze a Trieste: la legittima sposa lo aveva respinto per tre notti di seguito, e lui doveva pur consolarsi in qualche modo. Quando finalmente si rassegna al dovere coniugale, beccandosi l’infezione, Marie dà alla luce una bambina, Melanie, poi un’altra, Elvira, cui seguono tre maschi nati morti. Egon viene al mondo al quarto tentativo, il 12 giugno del 1890. Oltre alle due sorelle maggiori, ne avrà una più giovane, Geltrude detta Gerti, a lui legata da un sentimento morboso, al limite dell’incesto. Sarà la sua prima modella, uno dei primi nudi della sua carriera pittorica. E anche la compagna di una fuga d’amore adolescenziale in quella stessa Trieste dove i genitori avevano vissuto la loro tragica luna di miele.Ma all’inizio, più che dei corpi umani, il piccolo Schiele è attratto dal mondo dei treni, sbuffi e rotaie, scambi e vagoni che fanno da sfondo alla sua infanzia. Papà lo vorrebbe funzionario delle ferrovie come lui, lo iscrive un istituto tecnico. Ma Egon passa il tempo a disegnare, e intanto la malattia del padre progredisce, intacca il cervello, lo porta alla pazzia e alla morte. Un trauma che segnò profondamente il ragazzo, esasperando la sua personalità indocile, il suo turbolento rapporto col sesso e con le donne.

[p. 59]

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