Lettrice superenigmatica

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Ufficio movimenti

Affacciata sul marciapiede del primo binario, la vetrata dell’Ufficio Movimenti riproduce, speculare, la porzione di stazione che ha di fronte. Marciapiedi di binari, rotaie, treni e viaggiatori. Volutamente riflettente, la vetrata nasconde chi ci lavora dietro, ma fa da specchio ai passanti che difficilmente ignorano quell’opportunità di esercitare, indifferenti, quote di variante e innocua vanità. Chi si sbircia passando, chi si ferma ammirando, chi telefona guardando, chi si scopre osservando, chi guarda specchiando. 
C’è movimento davanti alla vetrata a specchio dell’Ufficio. Dietro si immagina qualcuno in pausa di noia lavorativa che osserva quello schermo a vetrata, quell’affaccio sul mondo stazione e forse si diverte a scimmiottare o segna su un apposito registro una X per ogni viaggiatore che si sta lì a specchiare. 

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Lettrice che non conosce Venezia

Conosci Venezia?
Tutto quello che devi assolutamente sapere
di Barbara Colli e Giuseppe Saccà
(Edizioni Clichy)

Foto di Enrico

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Non chiamiatelo Raduno

Chi segue da un po’ questo blog sa che un paio di volte l’anno i pochi blogger che scrivono di pendolarismo su rotaia tentano di fare squadra in raduni più o meno affollati. Non raggiungiamo mai numeri a due cifre, ma col tempo siamo diventati intimi e la combriccola si è arricchita di congiunti e discendenti. In tre anni ci siamo incontrati in giro per l’Italia alcune volte e chi ne volesse sapere di piu può trovare qui le cinque edizioni. Poi capita che qualcuno annunci un viaggio vicino alla tua città, così si passa la voce agli altri e chi può si aggrega. Non un Raduno, ma una giornata tra amici. Stavolta a Modena sono venute le due toscane: Ilaria di Vita da pendolare (livornese di adozione) e Monica di Vitadapendolare (fiorentina). E il fatto che i loro blog siano praticamente omonimi, mi ha causato all’inizio non poca confusione. 


Ognuna si è portata il bagaglio necessario per una giornata tra amici. Un passaggio all’ex Manifattura Tabacchi, le prove per il Ballo delle debuttanti nel cortile dell’Accademia militare, il Museo della Figurina Panini, la vasca in centro storico, il Duomo di Modena, il pranzo a base di gnocco e tigelle e ritorno in stazione. Perché tutto parte e ritorna lì.

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Lettrice con illusioni

Donna Tartt, Dio di illusioni (Rizzoli)

Foto di Tiziana
https://tizd.wordpress.com/

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Bellissimo libro, brutta serie TV

22/11/’63, Stephen King (Sperling & Kupfer)

Foto di Katia Mazzoni

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Lettore di musica

Wolfgang Amadeus Mozart: Neue Ausgabe Sämtlicher Werke – Volume 7
(Bärenreiter-Verlag and DTV München)

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Storia in èsse

Serafico, sprofondando in saccoccia le estremità degli arti superiori, s’avvia in sotterraneo verso stazione ferroviaria. Solca il sottopassaggio come il sir sorseggia tisane sopra scosse sismiche. S’inoltra senza sosta, superato spesso, senza scomporsi.Scatto istantanea alla schiena senza svelarmi. Sorpasso verso scala che sopraeleva dal sottosuolo, salgo in scompartimento e saluto il solitario sconosciuto scomparso dallo sfondo. 

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Diversamente comode

Le due sono pendolari da anni. Le incontro sulla mia tratta ogni volta che spengo la sveglia e aspetto il trillo di quella successiva; ogni volta che per qualche motivo salto non uno, ma due treni fino a salire su quello delle 7.54. La donna alta calza sempre tacchi alti, la donna bassa sempre tacchi bassi. Del resto, nella diversità, sono portatrici della stessa perfezione nella cura di un sé esteriormente impeccabile. Sono amiche o colleghe, non l’ho mai appurato, ma entrambe sembrano indossarsi senza particolari difficoltà, con disinvoltura, persino con comodità e mai una volta le ho viste rincorrere un treno. Non mi stupirei se fossero i treni ad aspettare il loro arrivo. E a guardarle così a loro agio penso ai miei affanni mattutini e sono certa che al mondo ci siano persone diversamente comode.

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Volpe in stazione

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