Lettrice con prima di te

Yo Yo Moyes. Io prima di te. Mondadori

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La solitudine dei pendolari primi

In stazione un’ora prima del solito, mi inerpico dal sottopasso fino al binario 4, guardando senza troppa nostalgia il primo, oltre le rotaie, dove ogni giorno aspetto il mio treno.
Vuota questa banchina. I più sono rimasti di sotto, nel corridoio interrato che per quanto non riscaldato, almeno protegge dall’aria pungente del mattino e dai piccoli tifoni generati dal passaggio dei merci. Rifletto sulla mia solitudine, segno evidente di masochismo termico, quando un uomo giunge alle mie spalle, mi supera e si va a sedere sulla gelida panchina di metallo al centro del marciapiede. Immagino i brividi di freddo che dalle sue terga salgono lungo la schiena. Indifferente a me, indifferente a lui, rimaniamo così, soli. I primi arrivati sul binario.

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Iconografia autunnale

Il buio del mattino, la luce fredda dal vagone, le gocce che scorrono di pioggia sui vetri, i neon riflessi, la donna col piumino, il suo colore bigio, il telefono all’orecchio, un Rock che non è allegro, il silenzio dei pendolari sul marciapiede, il rumore della stazione, il fischio di capotreno, la partenza lenta. L’autunno.

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Lettrice con Allende-Ruggeri

In primo piano: Enrico Ruggeri. Non si può morire la notte di Natale. Dalai

Sul fondo: Isabel Allende. L’amante giapponese. Feltrinelli.

Mi scrive Ammennicolidipensiero che mi ha inviato questa foto:

Curiosa la lettrice a fianco a me: per due minuti ha letto l’Eleganza del riccio. L’ha chiuso e ha aperto Ruggeri. Ha letto la prefazione, ha chiuso ed è passata agli smartcoso.

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Controllo satellitare

Muscoli contratti per oppormi al treno in frenata, fisso in attesa il vetro riflettente delle porta ancora chiusa. Il cervello del primo mattino ha un solo neurone attivo e soffre probabilmente di narcolessia perché a tratti si spegne mandando in blackout tutti il sistema. In un attimo di lucidità valuto la segnaletica sulla porta che avvisa noi pendolari che stiamo viaggiando su un mezzo geolocalizzato. Che ci sia la possibilità che qualcuno rubi il vagone? Oppure, preso da un improvviso spirito di avventura, potrebbe abbandonare il binario e imboccare una strada alternativa, magari per godersi una giornata di mare adducendo un malore, una vite svitata, una ruota ruotata, un’asse dissestata. Poi il neurone con una chiara verve polemica si riassopisce e rimane solo la foto a testimoniare un pensiero.

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Lettrice con Morgana

Michela Murgia, Chiara Tagliaferri. Morgana. Mondadori

E se la lettrice è in piedi, il treno è affollato, spuntano mani e teste nella foto, allora non può che essere un’immagine Trenord di Ammennicolidipensiero

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Voglia di scrivere: un viaggio in treno

Grazie alla segnalazione di Roberto Scanarotti, ex dirigente delle Ferrovie e scrittore (di cui sentirete ancora parlare), ho scoperto che il Circolo di Scrittura autobiografica a distanza di Anghiari ha in progetto un libro dal il titolo: Una volta, su un treno … Ricordi di un viaggio speciale.
A questo scopo raccolgono i vostri/nostri ricordi. I testi saranno accolti e selezionati da un gruppo di lettori del Circolo di scrittura autobiografica a distanza mentre la raccolta finale sarà pubblicata da ed. Equinozi, a cura, appunto, di Roberto Scanarotti.

Per maggiori informazioni trovate qui il link alla pagina.

Viaggiare in treno può essere un’esperienza sorprendente: a bordo di una carrozza, scivolando sui binari, con la mente e il corpo si entra in un altro mondo, si osservano paesaggi che scorrono al di là dei finestrini, si incontrano e conoscono altri viaggiatori, e a volte anche i loro destini.
In treno, si medita anche sulla propria vita, rivedendo momenti del passato, oppure si guarda al futuro lasciando spazio ai progetti o alle decisioni importanti che ci attendono.
Qualche volta succede qualcosa di particolare …
Ognuno di noi ricorda un viaggio in treno o un avvenimento legato al mondo delle ferrovie, dei viaggiatori, delle stazioni.

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Lettrice con Uccellino

Joyce Carol Oates. Uccellino del paradiso. Mondolibri

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Immagini di pendolari autunnali 2019/1

L’autunno va affrontato con grinta.

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Lettori con le armi, i cavalli, l’oro e l’educazione

Duccio Balestracci. Le armi, i cavalli, l’oro. Giovanni Acuto e i condottieri nell’Italia del Trecento. Laterza

Tara Westover. L’educazione. Feltrinelli.

I miei lettori difficilmente si trovano vicini, di solito sono sparsi nel vagone, lontani l’uno dal altro, mentre quelli di Ammennicolidipensiero, come potete vedere, vivono in branchi, condividono il territorio, gli spazi vitali. È questione di affollamento. La tratta Trenitalia che percorro io, alle 7.28, è molto tranquilla, poche persone a bordo, sparpagliate tra i sedili. La tratta Trenord di AdP (non so di che ora) è sicuramente più affollata.

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