Nuche da stazione 6

Nell’ultimo mese ho bazzicato per vari motivi la stazione, pur non avendo ricominciato a pendolare e ancora mi ci sento a casa. Non cambia di molto la vita sui binari. Non cambiano i viaggiatori anche se sempre sono diversi. Ne ho approfittato per fare qualche scatto di nuche viaggianti, in attesa, in pausa caffè. L’estate scopre sempre, di vestiti e di genti nuove. Scopre nuche, spalle e tatuaggi. Basta approfittarne.

 

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Il treno nei libri: Una vita da libraio

Shaun Bythell. Una vita da libraio. Einaudi, 2019.

Ho fatto il viaggio in treno accanto a un gruppo di persone, una delle quali possedeva un Kindle. Per un’ora intera non ha fatto che arringare i suoi attoniti compagni, decantando a voce spiegata le meraviglie di quell’arnese, mentre gli altri tentavano invano di concentrarsi sul sui loro libri, giornali o riviste. << Però non riesco a leggere se nella stanza c’è qualcuno che parla!>> ha dichiarato alla fine, senza cogliere l’ironia della situazione.gli altri passeggeri hanno alzato la testa nel medesimo istante per fulminarlo con un’occhiata collettiva.

[p. 309]

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Il treno nei libri: Noi che gridammo al vento

Loriano Macchiavelli. Noi che gridammo al vento. Einaudi, 2015

Arrivarono a Palermo presto. Per la partenza del treno. […]
Nella cabina, la cuccetta era già preparata. Da Palermo a Messina, lesse i giornali e si rese conto che un nuovo atto dei tanti segreti italiani si era appena compiuto.
Come accadeva ormai da troppo tempo, anche nel mare di Ustica galleggiavano ipotesi, sospetti, teorie. Nessuno sapeva. Tutti sapevano.
La traversata dello stretto e il continente.
Seduta accanto al finestrino, guardò il mare scorrere accanto al treno.
Nostalgia per le sensazioni che stava perdendo e voglia di lasciarle in dietro il più in fretta possibile.
Quando fuori fu scuro il mare diventò una superficie di piombo fuso, abbasso la tendina e si sdraiò. Si accorse di avere gli occhi umidi.
[…] il viaggio fu lungo e noioso. Insonne, nella cuccetta di una cabina piena di rotaie cigolanti e fischi.
L’alba le portò altra nostalgia. Assieme un cappuccino che di tutto sapeva tranne che di latte e caffè. E a una brioche che non riuscì a mandare giù.
Il treno arrivò a Bologna quasi in orario. Aveva un po’ di tempo prima di salire su quello per Basilea. Già pronto al primo binario.

[pp. 353-354]

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Il pifferaio

Il suono si incanala nel sottopasso dal retro della stazione. Indifferenti alla tortuosità del percorso che svolta e risvolta nel sottosuolo, le note del novello pifferaio di Hamelin, raggiungono gli abitanti di quel mondo sotterraneo. Nulla di particolarmente originale, eppure i topi/pendolari accorrono ugualmente, ma solo se è di strada, senza deviazioni, che ci sono treni da prendere, coincidenza da rispettare, case a cui tornare. Scaduto il tempo delle fiabe, ma la musica rimane.

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Gioco di mano gioco da villano

Adagiato sul sedile protende il gonfio ventre al soffitto, reclina la testa all’indietro, spalanca la bocca all’eccesso. Dorme l’uomo. Immobile. L’altro arriva dal nulla del vagone precedente e con delicato tocco gli scuote una spalla. Nulla. Insiste con rinnovato vigore. Niente. Gli ceffona il bicipite. Immobile. Abbandona allora la strategia manesca e si da al gioco di piede puntellandogli il proprio contro il suo. Il nulla. Morto. L’uomo è evidentemente deceduto.

Per nulla preoccupato dello stato di salute del dormiente, il nuovo venuto si fa obbligo di spiegare agli altri viaggiatori quella violenza pacata. Che lui quello lo conosce, lo ha identificato dal vagone a fianco, anzi, riflesso dal vetro del finestrino lo ha visto. Mirabile prodigio di fisionomista viaggiante. E il prodigarsi in spiegazioni sveglia finalmente il comatoso che ignaro dell’accaduta fissa stordito il suo tormentatore. Quello, colta una vena di minacciosa ira nei suoi occhi, si abbassa d’un colpo la mascherina e avvicinandosi inopportunamente al viso dell’altro prorompe in un gioioso. “sono io!” Il chiacchiericcio che ne segue è poi storia.

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Cerbero di stazione

Blindata la stazione. Misure di sicurezza. Solo uno il varco d’accesso e sulla soglia c’è lei, la Cerbero dei viaggiatori che presidia, controlla, veglia e misura la temperatura di chi entra. Docili gli astanti si sottomettono alla sua autorità, agevolandone il lavoro con torsioni, flessioni, cambi di traiettoria. Poco importa che la donna dimentichi poi di controllare il display della sua arma, essenziale invece è che la usi indiscriminatamente su chiunque entri. Fatto salvo per chi accede dall’ingresso posteriore.

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Imputato per truffa

Mi imbatto, al lavoro, in un documento d’archivio giudiziario con sentenza esemplare, ma forse non tanto.

Siamo nel 1934 e il signor D.A. ha la pessima idea di salire sul treno Milano-Piecenza senza biglietto, sebbene si accontenti di viaggiare in seconda classe, ma in un’epoca in cui esisteva anche la terza. Prontamente intercettato il D.A. viene condotto innanzi al Tribunale, dove, tapino, ammette il fatto.

Scatta l’arresto, la schedatura, la foto segnaletica, l’imputazione di Truffa in danno dell’Amministrazione FF.SS.

Dalla perizia psichiatrica risulta che il nostro abbia “agito in istato di completa infermità psichica” e quindi viene dichiarato non punibile. Tuttavia, a scanso di futuri problemi, “si ritiene giusto ordinare il ricovero in un manicomio giudiziario, per la durata di almeno du anni

Non volendo ammiccare a una facile morale, testimonio solo d’un ritrovamento singolare. Pregasi astenersi commentatori nostalgici.

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Lettrice con le affinità


Johann Wolfgang Goethe. Le affinità elettive. Garzanti

Ultima delle fotografie inviatemi da Ammennicolidipensiero, finalmente nella giusta stagione primaverile.

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Lettrice con annegamento

Agatha Christie. Miss Marple. Morte per annegamento. Collana I grandi investigatori. La Repubblica.

Sempre dalla tratta di Trenord di Ammennicolidpensiero, un’immagine di un altro classico della letteratura, questa volta in giallo. La Christie non passa mai di moda. Segno evidente dei giorni pandemici, a parte l’immancabile mascherina, è il telo di plastica che la lettrice ha steso sul seggiolino… perchè fidarsi dell’igienizzazione dei treni è bene, ma non fidarsi…

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Lettrice con le città

Italo Calvino. Le città invisibili. Mondadori

Un classico della letteratura italiana del Novecento. Ammennicolidipensiero ha scovato una lettrice di Calvino, o una ri-lettrice, chissà.

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