Duello all’ultimo treno

Ci fronteggiano su opposti binari. Stessa la direzione, diversi gli orari: il nostro è il treno che parte prima, ma ha un ritardo di 10 minuti, il loro è il treno che parte 10 minuti dopo, ma è in orario. All’annuncio dell’arrivo di quello, alcuni dei nostri si ammutinano per raggiunge l’opposto binario, altri resistono calcolando che i convogli in ritardo partono prima degli altri… o forse no.
Arriva il treno, quello puntuale, e annunciano in arrivo il treno in ritardo. Si sta sul filo dei minuti. Salgono i pendolari su quello, guardandoci beffardi dal finestrino, ma mentre il loro treno è in attesa ecco che arriva il nostro. Rallenta, si ferma, saliamo. I due convogli stanno su binari paralleli. Dai finestrini le due fazioni pendolari si guardano con fiato sospeso in attesa degli eventi. E poi via, parte prima il nostro, ritardatario e qualcuno sogghigna vittorioso, ma bonariamente non si esprime in gesti eclatanti,

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Lettrice con La forma

Sergej M. Ejzenstejn. La forma cinematografica. Einaudi.

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Petizione per un piccione

Si aggira disperato becchettando ombre e riflessi sul selciato del marciapiede del primo binario. Invano cerca pezzi di cibo, briciole, avanzi di pasti frugali, incarti abbandonati di ex panini. Si muove a scatti, ciondolando la testa fuori sincrono dal resto del corpo e accelera il passo in prossimità di gambe umane, ma nulla gli impedisce la ricerca, vana, del cibo. Sogna, il pennuto, discariche di rifiuti su cui planare, invidiando certi cugini alati che vivono su monti di spazzatura, emettendo felici grida di giubilo, ma si sa che la vita è un terno al Lotto e se hai la sfortuna di nascere in un posto pulito devi sudartelo il pasto quotidiano. Ricorda con nostalgia, il nostro, i tempi in cui lo stormo viveva in in stazione: decine di cugini che affollavano quel paese di Bengodi e piccioncine grassocce e invitanti con cui tubare a primavera. Tutti se n’erano andati, lasciandolo solo nel suo caparbio legame con quella terra di stazione tanto amata.

Aiutiamolo: riempiamo i marciapiedi di rifiuti, aboliamo la quotidiana pulizia, bruciamo le ramazze e torniamo a lordare la stazione. Il piccione ce lo chiede!

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Ritorno ai ’30

Se ne sta appoggiata al corrimano, a metà della scala del sottopasso, col fascino ambiguo delle dark lady dei noir anni ’30. La luce fioca di stazione, nel buio del mattino invernale, pare studiata per un set hollywoodiano. Dissimula l’attesa la lady. I biondi capelli, come da copione, le coprono il viso, ma di sicuro il rossetto è carminio e nella giarrettiera nasconde una pistola. Gelidamente non può che ammiccare al complice in attesa sul binario, il viso nascosto da un Borsalino, pronto con la mitraglietta sotto il cappotto, che San Valentino non è poi lontano, anche se la Chicago del ’29 sì.
Superata la suggestione m’arrampico su per le scale per scoprire un viso senza trucco e un cellulare in mano che azzera ogni fantasia.

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Lettrice con Volevo solo camminare

Daniela Collu. Volevo solo camminare. un passo alla volta verso il Cammino di Santiago. Vallardi.

Nei monti di stallo si questo blog (e purtroppo sono sempre di più), Ammennicolidipensiero corre in mio aiuto con i suoi lettori pendolari.

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Lettrice con Sulla strada

Jack Kerouac. Sulla strada. Mondadori.

Un’altra foto da Trenord di Ammennicolidipensiero che non é riuscito a immortalare la copertina ma dice: “un Sulla strada con pagine ingiallite, edizione Mondadori di almeno (almeno) trenta anni fa”

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Lettrice con Paris

Edward Rutherfurd. Paris. Mondadori

Immagine rubata alle 8.30 di qualche giorno fa dal sempre viaggiante Ammennicolidipensiero

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Lettrice con La femme qui tremble

Siri Hustvedt. La Femme qui tremble. Una histoire de mes nerfs. Actes Sud.

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Una sera, un treno

Una sera, un treno (Un soir, un train) diretto da André Delvaux. Belgio, Francia, 1968. Tratto dal romanzo De Trein der traagheid di Johan Daisne.

Fotografia: Ghislain Cloquet
Musiche: Frédéric Devreese

Sono inciampata su questo film per caso e mi sono stupita di non averlo trovato prima. Non che sia facilmente rintracciabile in biblioteche o in vendita, ma se ne trova una versione gratuita su Youtube. Ovviamente c’è un viaggio in treno notturno, una storia d’amore in un film francese, una sosta inaspettata in piena campagna e un intramontabile Yves Montand, ma l’epilogo non è così scontato. Confesso però di non averlo visto, ma di averlo scorso velocemente, come quando si sfogliano con gesto rapido le pagine di un libro.

Trama

Professore di lingue in una cittadina fiamminga, Mathias vive una vita senza fantasia e senza storia. Ha una relazione con Anna, scenografa teatrale. Una sera, Mathias prende il treno per recarsi in un’altra città dove deve tenere una conferenza. Anna lo raggiunge e sale sul treno con lui. Durante il viaggio, Mathias scende dal treno che si è fermato in aperta campagna senza motivo. Altre due persone sono con lui. Il treno riparte e i tre restano a terra. Arrivano in una cittadina in uno strano locale per mangiare qualcosa. L’orchestra del ristorante inizia a suonare e la sequenza sfuma con grande maestria sempre più in una visione onirica. In realtà il professore stava “sognando” in stato di shock, infatti si riprende e si rende conto che il treno ha avuto un incidente…

Interpreti

  • Yves Montand: Mathias
  • Anouk Aimée: Anne
  • Adriana Bogdan: Moira
  • Hector Camerlynck: Hernhutter
  • François Beukelaers: Val
  • Michael Gough: Jeremiah
  • Senne Rouffaer: Elckerlyc
  • Domien De Gruyter: Werner
  • Jan Peré: Henrik
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Lettore con La sfera

Stephen King. La sfera del buio. Pickwick (Il quarto libro della serie La torre nera).

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