Lettore con Manga

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In bilico di binario

Al telefono di prima mattina sceglie l’estremo nord del binario per trovare la privacy necessaria. Concentrato sul dialogo telefonico vaga per la banchina guardandosi i piedi o poco oltre. Sempre oltrepassando la linea gialla. Pare se ne faccia un punto d’onore nel non attraversarla in senso opposto portandosi nella zona di sicurezza. Assorto in una conversazione evidentemente importante, probabilmente intima, certamente privata, il suo tono di voce è un mormorio e i suoi piedi sembrano seguire i suoi pensieri: con la punta sfiora il margine del marciapiede, poi rientra, poi la sposta, poi ancora ne segue il limite. Ricorda il Tarcisio di Max Pisu, quando a Zelig seguiva il perimetro del palco con un dito mentre parlava al telefono con la fidanzata, solo che qui si sta in bilico sul binario.

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Viaggio da cani

Ho ritrovato quest’immagine scaricando le foto dal cellulare. Se ne stava dimenticata, forse scartata perché un po’ mossa, ma la placidità di padrone e cane, le direzioni opposte in cui guardano, il cappello in primo piano… insomma, ve la tenete sfuocata 😉

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Lettrice secondo Gesù Cristo

José Saramago. Il Vangelo secondo Gesù Cristo. Feltrinelli

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Immagini di pendolari invernali 2018/2

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Lettrice col marito di giorno

Francesco Reni. Il marito di giorno. Macchione.

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Il treno nei libri: L’uomo che guardava passare i treni

Georges Simenon. L’uomo che guardava passare i treni. Corriere della sera, 2015

Questa volta fu un vero treno della notte, come quelli che visitavano i sogni di Popinga, un treno con vagoni letto, tendine calate su vetri degli scompartimenti, luci abbassate e viaggiatori che parlavano in diverse lingue, un treno internazionale per di più, che in poche ore varcava due frontiere.

Con un biglietto di seconda classe prese posto in uno scompartimento occupato da un solo viaggiatore, un uomo che quando lui era entrato se ne stava già lungo disteso su uno dei sedili, sicché non lo aveva ancora venduto in faccia.

Kees non aveva voglia di dormire e neppure di starsene seduto. Così percorse tre o quattro volte tutto il treno, lentamente, tentando di sbirciare dentro gli scompartimenti, di indovinare…

Il controllore gli forò il biglietto senza nemmeno guardarlo. La polizia belga diede solo un’occhiata alla carta d’identità, mentre lui approfitto della sosta alla dogana per scrivere sul taccuino:

“Preso ad Amsterdam il treno delle 23.26, seconda classe”.

[p. 46]

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Lettore col Corriere

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Viaggio in versi

Leggendo il giornale, l’uomo emette un timido suono gutturale, come a volersi schiarire la voce che però non usa. L’episodio, da prima isolata, diventa presto abitudine e in sequenza viene ripetuto alcune volte, poi l’uomo ripone il giornale nella borsa e ne prende un altro, anche questo di annunci e notizie commerciali. Tossicchia, di nuovo si gratta la gola con suoni scomposti, poi accelera, grugnisce, bramisce, ruggisce, ma tutto a bassa voce. Un piccolo zoo in vagone. Getta una timida occhiata da sopra gli occhiali, ma abbassa lo sguardo veloce. Impacciato sprofonda nel cappotto fuori moda e si rituffa tra le pagine degli annunci. E di nuovo ricomincia il ciclo dei suoi versi.

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Lettrice che tutto inizia (con sconto)

Fabio Volo. Quando tutto inizia. Mondadori

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