Il treno nei libri: L’uomo che guardava passare i treni

Georges Simenon. L’uomo che guardava passare i treni. Corriere della sera, 2015

Questa volta fu un vero treno della notte, come quelli che visitavano i sogni di Popinga, un treno con vagoni letto, tendine calate su vetri degli scompartimenti, luci abbassate e viaggiatori che parlavano in diverse lingue, un treno internazionale per di più, che in poche ore varcava due frontiere.

Con un biglietto di seconda classe prese posto in uno scompartimento occupato da un solo viaggiatore, un uomo che quando lui era entrato se ne stava già lungo disteso su uno dei sedili, sicché non lo aveva ancora venduto in faccia.

Kees non aveva voglia di dormire e neppure di starsene seduto. Così percorse tre o quattro volte tutto il treno, lentamente, tentando di sbirciare dentro gli scompartimenti, di indovinare…

Il controllore gli forò il biglietto senza nemmeno guardarlo. La polizia belga diede solo un’occhiata alla carta d’identità, mentre lui approfitto della sosta alla dogana per scrivere sul taccuino:

“Preso ad Amsterdam il treno delle 23.26, seconda classe”.

[p. 46]

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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12 risposte a Il treno nei libri: L’uomo che guardava passare i treni

  1. Enri1968 ha detto:

    Grandissssssso Simenon!

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  2. Miss Fletcher ha detto:

    Non l’ho mai letto, direi che è perfetto per la tua rubrica, bellissima la foto!

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  3. Guido Sperandio ha detto:

    Questo libro lo lessi parecchi anni fa e sopravvive dimenticato in qualche angolo della mia biblioteca. Simenon è stata una delle mie grandi passioni e al di là dei gusti personali, mi sembra che obiettivamente venga considerato uno scrittore non di genere ma scrittore tout court.
    Prolifico come nessun altro, pare abbia scritto circa quattrocentocinquanta titoli, tra polizieschi e non, e anche sotto pseudonimo.
    Azzardo che Camilleri debba molto a Simenon, il suo Montalbano mi ricorda un Maigret in chiave sicula.
    Tu… sei la terza della triade! 🙂 a scovare nell’immensa produzione di Simenon il brano sopra che oltre che appropriato, è anche scritto bene che è un piacere.
    (Ormai hai tutti i requisiti dell’infiltrata, scegli tu tra FBI e Polfer)

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  4. lepastelbleu ha detto:

    libro meraviglioso! anche Maigret spesso viaggia sui treni e nel “Maigret e il pazzo di Bergerac” da un treno ci casca…

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  5. Paola ha detto:

    Scrittura perfetta: Simenon grandissimo.

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