Hard in stazione

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Uscendo dal bar della stazione dalla porta sul piazzale, passo dietro ad un’edicola. Niente a che vedere con quella all’interno della stazione di cui solitamente scrivo.
L’edicola del piazzale è una ragnatela di giornali esposti nella notte dei tempi e poi dimenticati. Giocattoli e gadgets appesi ai ganci risalgono ai primi anni novanta. Il paradiso del vintage. Il gestore è un tipo lubrico che ammicca a qualsiasi essere di genere femminile passi almeno a venti metri, per questo la sua clientela è rigorosamente maschile, fatta eccezione per le sventurate e ignare viaggiatrici occasionali.
In uno sportello laterale dell’edicola, verso il muro della stazione, dietro un vetro semi opaco, fanno mostra di sé riviste pornografiche. In nove anni di pendolarismo non ne ho mai vista cambiare una, sebbene non ne faccia proprio l’inventario quotidiano.
I titoli esposti vanno dall’intuitivo 69 volte, all’invitante Sempre calda e disponibile, passando per l’ammiccante Super tabù e il rincuorante Le corna degli altri, sino al fatalista I casi della vita. E per gli infaticabili si arriva all’Orgasmo senza tregua.
Ovviamente non sono i titoli ad attrarre l’attenzione ma forme ben esposte di donne che ormai, visto l’età delle riviste, saranno mature madri di famiglia. Ma gli amanti del genere non credo badino alle date, sebbene i super tabù di dieci anni fa non facciano più scandalo nemmeno nei circoli del bridge. Sarebbe interessante avviare un’indagine storica sulla pornografia ma anche volendo il giornalaio non mi pare tipo da capire l’ambizione scientifica di un eventuale acquisto.
Mi limito quindi a sottolineare l’obsolescenza del mezzo cartaceo quando la rete fornisce gratuitamente, o comunque senza imbarazzanti rapporti con edicolanti, tutto il necessario per una facile eccitazione. Ma si sa, non tutti possiedono un collegamento a internet, né un PC, quindi il mercato del porno su carta avrà ancora i suoi acquirenti ma, evidentemente, non in questa edicola.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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12 risposte a Hard in stazione

  1. Sonia ha detto:

    Un edicolante che non riesce a vendere neanche il porno dovrebbe farsi qualche domanda… in particolare l’edicolante di una stazione, dove notoriamente il prendi e fuggi e l’anonimato del passaggio veloce dovrebbero indurre maggiormente in tentazione i passanti…

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  2. laGattaGennara ha detto:

    Effettivamente, meriterebbe ulteriori approfondimenti, l’argomento. Resta che il tuo sguardo è sempre sagace e mi piace

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  3. Giovanni Senile ha detto:

    I titoli dei porno nascondono un mondo di genialità.
    Anni fa su Internet girava un fantastico elenco di film hard veri con titoli assurdi.
    Degni di nota soprattutto quelli a sfondo fiabesco, da La lampo di Aladino a Cappuccetto Rotto, passando per Biancaneve sotto i nani.
    Ma a mio parere i più geniali erano quelli con il titolo uguale a quello di film famosi, come Atto di forza e Die Hard, duri a morire.
    😀

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  4. Fabio ha detto:

    Ma anche tu, come sei ridotta? Andare a sbirciare i giornaletti porno. Non ho parole.

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  5. romanalacuoca ha detto:

    ……….e una figlia di madre molto seria…………….!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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