Nori, le ferrovie e i libri russi

Di nuovo grazie all’amico Fabio vi propongo un estratto di un post di Polo Nori. Tra le altre cose (Nori è maestro della divagazione apparente) si parla di un delirante, alcolico e straniante libro ferroviario che avevo già presentato in questo post.

Quest’estate non ho visto solo delle stazioni italiane, ma anche delle stazioni russe, perché sono stato in Russia per dieci giorni a fare un lavoro e l’ho trovata completamente diversa dalla Russia che avevo conosciuto venticinque anni prima. […]

I treni e le stazioni sono stati, fin dall’ottocento, il luogo trattato diffusamente della grande letteratura russa.

I primi esempi che mi vengono in mente sono L’idiota, di Dostoevskij, che comincia con “Treno di Varsavia che filava tutto vapore, avvicinandosi a Pietroburgo” e Anna Karenina.

Se qualcuno non ha letto Anna Karenina e ha intenzione di leggerlo, meglio che non legga le prossime righe; lo dico perché, qualche anno fa, a un corso di scrittura, quando raccontato la teoria del critico russo Boris Ejchenbaum secondo la quale non era un caso, che Anna Karenina non finisse con la morte di Anna Karenina, ma che, dopo la sua morte, sotto un treno, ci fosse ancora un’intera parte del romanzo dove Anna Karenina non c’era più, quando raccontato quella cosa, una delle ragazze che facevano il corso ha detto “No perché spoileri!” […]

Un altro libro, novecentesco, questo, che si svolge tutto sul treno, è il romanzo Mosca – Petuski di Dvenedkt Erofeev, che ha avuto, in Russia, uno straordinario successo: quella prima volta che sono stato a Mosca, nel 1991, c’era una libreria, su Ulica Gor’kogo, a poche decine di metri dalla piazza Rossa, che vendere un libro solo, Mosca – Petuski […]

Il titolo del romanzo, Mosca – Petuski, È il tracciato di un treno regionale, l’equivalente, per dire, di Bologna – Porretta Terme, i capitoli del romanzo corrispondono alle stazioni in cui si ferma il treno, che è un treno molto particolare perché, in un periodo in cui, in Russia, tutti bevevano molto, e una delle poche cose che si potevano fare era bere, su quel treno il controllore girava con un bicchiere in mano, e, invece del biglietto, chiedeva ai passeggeri tanti grammi di vodka quanti erano i chilometri che avrebbero percorso. […]

Ecco io quest’anno, come dicevo, sono stato in alcune stazioni russe, tra le altre la stazione moscovita di Kursk (che è quella da cui parte il treno di per Petuski), e di Leningrado, (che si chiama ancora di Leningrado anche dopo che Leningrado e ridiventata San Pietroburgo) E mi sono sembrate due stazioni modernissime, pulitissime e che non avevano niente da invidiare alle stazioni italiane, anzi, mi è tornato in mente quel che, qualche anno fa, mi ha raccontato un mio amico, che era partito di sera, su un interregionale dalla stazione di Milano centrale con un ritardo di 40 minuti; il vagone dove viaggiava il mio amico era senza luce e senza riscaldamento, era inverno, e vicino al mio amico erano seduti due pakistani, uno dei quali, dopo averlo guardato, gli aveva detto “In Pakistan, i treni vanno molto meglio che in Italia” e lui, il mio amico, gli aveva risposto “Eh, non sta non stento a crederci”.

[Paolo Nori. Uscito venerdì 8 settembre 2017 sulla Verità. La versione integrale sul blog di Paolo Nori, nel post Alain Delon]

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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8 risposte a Nori, le ferrovie e i libri russi

  1. rodixidor ha detto:

    Non ho letto Mosca- Petuski e mi ero perso anche la tua precedente recensione, mi sembra un libro da aggiungere alla mia “lista dei desideri”. Anche io sono stato in Russia nel ’90, non ho viaggiato in ferrovia, ricordo però la metropolitana di Mosca bellissima ed efficiente. Non sono più stato in Russia ma mi fa piacere che Leningrado si chiami ancora Leningrado.

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  2. massimolegnani ha detto:

    straordinario questo suo divagare tra stazione e stazione.
    ml

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  3. ReAnto ha detto:

    Amazing Paolo !!

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