Interviste Pendolanti: a Bassa Velocità

imageBassaVelocità è viaggiatore, ex pendolare, amante dei treni e autore dell’omonimo blog che tratta di stazioni e viaggiatori. E chissà magari, come recita la sua tagline “Prendeva il treno per non essere da meno” (E. Jannacci). Fotografo infaticabile del mondo ferroviario, potete trovarlo anche su Instagram.

Da dove viene il tuo nickname?

Un nick deve essere breve, stringato ed incisivo: tutte doti in cui io non brillo. Per questo ho iniziato a chiedere a destra e a manca suggerimenti, spunti, idee, confindando prima o poi mi arrivasse un’illuminazione. E così è stato, durante una conversazione in cui mi lamentavo del fatto che la vera metropolitana d’Italia non è -come recita la pomposa pubblicità- l’Alta Velocità, ma sono tutte le sfortunate e bistrattate linee locali che muovono pendolari e che andrebbero utilizzate anche per spostare maggiormente i turisti. Riconosco l’utilità dell’Alta Velocità, ma la mia simpatia va in pieno ai trenini locali, che poi sono la maggioranza di quelli su cui ho viaggiato. Ero e sono un viaggiatore “a bassa velocità”

Come nasce il tuo blog?

I treni mi sono sempre piaciuti, forse da quando mio nonno mi portava a vederli in stazione (abitudine che purtroppo temo i bambini di oggi non hanno conosciuto…). Dopo anni che ne prendevo, tra un ritardo e l’altro, suicidi sulla linea, guasti, soppressioni dell’ultimo minuto ed addirittura cambi di destinazione a sorpresa (giuro! un Roma – Firenze nel 2005 divenne un Roma – Pisa senza che nessuno ci dicesse nulla), mi è stato chiesto di raccontare qualche mia avvenutura da pendolare. Intanto avevo sviluppato anche una certa conoscenza del mondo delle stazioni dal punto di vista architettonico e quindi… dopo un po’ di rodaggio informatico è nato il blog!

Perché e come prendi il treno?

Non sono un appassionato di macchine: se mi devo spostare su lunghi tragitti preferisco prendere il treno che guidare: spesso è anche più conveniente. Sul come lo prendo, azzarderei a dire “trafelato”: non mi va di presentarmi in stazione con moltissimo anticipo, mi pare di sprecare tempo prezioso -a meno che non sia una stazione che non conosco, in tal caso la giro in lungo ed in largo- e così, di solito, arrivo sempre un po’ col fiato corto e di corsa

Come passi il tempo sul treno?

Molto dipende da che linea faccio. Se percorro tratte nuove mi ritrovo a guardare fuori dal finestrino: sono veramente poche le volte in cui, spostandomi per l’Italia, mi sono trovato davanti ad un brutto panorama. Altrimenti, avendo perso la capacità di sedermi e dormire di botto (certi sonni sui regionali durante gli anni universitari…) normalmente o leggo o guardo qualche serie televisiva sul portatile. L’unica cosa, e me ne dolgo, di cui non sono capace è scrivere: incredibilmente mi provoca un terribile senso di nausea. Ebbene sì, se scrivo in treno mi viene il mal di treno!

Se leggi, qual è Il miglior libro da treno?

Bella e complicata domanda. Sono un lettore pressochè onnivoro e sul treno ho letto veramente di tutto, dal romanzo al saggio. Qualche anno fa rimasi bloccato su un regionale durante una copiosissima nevicata ed avevo “Delitto e castigo”: mi sembrava di essere realmente dentro il romanzo russo, fermi nella campagna con la neve che cadeva. Qualche volta le copertine dei miei libri hanno fatto alzare ed andare via chi mi era seduto vicino: due signore di mezza età che mi videro leggere “il nazismo magico” di Giorgio Galli si spostarono preoccupate benchè decisamente io non possa essere scambiato per un naziskin; tre ragazzi anglofoni a Viareggio cambiarono scompartimento quando tirai fuori “La mia vita” dell’allora cardinal Ratzinger, con un suo primo piano ben visibile. Si spostarono delle persone anche mentre leggevo “Buona Apocalisse a tutti” di Terry Pratchett e Neil Gaiman, ma lì perchè ridevo troppo forte.

In definitiva come libro da treno resto un tradizionalista: o un giallo (qualche mese fa ho fatto un viaggio fino a Bergamo con Chandler) oppure narrativa.

Cosa attrae maggiormente la tua attenzione negli altri pendolari/viaggiatori?

Sono forse un cattivo viaggiatore sotto questo punto di vista. Non osservo gli altri, se non quanto mi basta per non schiaffeggiarli mentre mi sfilo la giacca od ucciderli mentre sistemo la valigia: gli spazi in treno per me sono sempre troppo ristretti, e mi ci muovo con difficoltà e goffaggine. Di solito mi trovo un posto dove possibilmente slungare le gambe, mi siedo, e mi dedico a quello che ho prefissato di fare nel viaggio: leggere, guardare qualcosa sul computer, pianificare mentalmente quello che dovrò fare. Certamente tra la primavera e l’autunno, quando i regionali pullulano di turiste smanicate che vanno all’aeroporto, o di bagnanti appena salite a Viareggio, è possibile che la mia concentrazione scemi un po’ 🙂

Come influisce il pendolarismo/viaggio in treno sulla tua vita?

A ben rifletterci, e questo potrebbe sembrare strano, penso influisca positivamente. Naturalmente io non sono tra coloro che devono svegliarsi alle sei del mattino per prendere un treno strapieno, sporco, sempre in ritardo con cui arrivare al lavoro. Col tempo il mio pendolarismo è diventato un momento di “sospensione”. Mi spiego meglio: come penso capiti a tutti, quando arriva la sera mi sono rimaste molte cose, magari di importanza secondaria, da sbrigare, eppure sono troppo stanco anche solo per leggere il libro che vorrei, figurarsi per altro. Da questo punto di vista il treno, dove sto seduto, fermo e abbastanza rilassato, diventa un luogo dove posso dedicarmi agli arretrati settimanali, non necessariamente lavorativi ma anche ludici. Molte serie televisive che seguo ad esempio finisco sempre per vederle mentre viaggio.

Se non scrivessi di pendolarismo, scriveresti ugualmente?

Paolo Conte in una canzone diceva “Ho ballato di tutto, lo sai”, e lo stesso potrei dire anche io, fatte le debite proporzioni. Negli ultimi dieci anni, cioè da quando frequento assiduamente il web, ho scritto di tutto.
Tante ma proprio tante voci storiche, artistiche, televisive per la wikipedia in italiano: non sarà nulla di poetico o creativo, ma mi piace molto. Sotto un altro nick ho scritto cose che potrebbero essere equiparate alla narrativa, più o meno seria, e che oramai giacciono in forum non più aggiornati: al materiale da spedire alla casa editrice non ci sono mai arrivato, principalmente per mancanza di organizzazione. Oggi, tra un treno e l’altro, scrivo di architettura (quasi sempre) contemporanea per www.nonsoloturisti.it e a breve inizierò a collaborare anche per www.arte-spettacolo.com

Decisamente senza scrivere non so stare!

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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18 risposte a Interviste Pendolanti: a Bassa Velocità

  1. Niko ha detto:

    Diciamo che utilizzo il treno una decina di volte l’anno e quando capita arrivo in stazione almeno 30 minuti prima, sai magari il treno è in anticipo ahahahha.. no, eh? 🙂

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  2. Grazie mille 🙂
    Mi sento onoratissimo! Ti ho naturalmente ribloggato.
    Buona domenica!

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  3. Pingback: Un pendolante di nome Bassa Velocità | #BassaVelocità

  4. Miss Fletcher ha detto:

    Io su treno non sono mai riuscita a leggere, cari amici pendolari.
    E quanti siete a scrivere dei vostri spostamenti quotidiani, il titolo del blog è veramente perfetto!

    Mi piace

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